Torino, 20-27 giugno 2010
I primi sussulti di un'estate che stenta ancora a decollare, portano a Novara un
successo tricolore dal fascino tutto particolare. Marco Angelini di Sologno, 19
anni, socio della Società Dilettantistica Scacchistica Novarese, si è laureato
Campione d'Italia 2010 di scacchi per la categoria dei Candidati Maestri. Il
giovane novarese si è aggiudicato il titolo in conclusione alle finali nazionali
di categoria che quest'anno si sono tenute a Torino, presso lo Stadio del
Ghiaccio, dal 20 al 27 giugno.
La kermesse scacchistica torinese, che unitamente all'evento clou delle
semifinali del 70° Campionato Italiano Assoluto vedeva al via anche le quattro
finali di categoria (Candidati Maestri, Prime, Seconde e Terze Categorie
Nazionali), ha registrato la presenza di 133 giocatori opportunamente suddivisi,
31 dei quali componevano il contesto del torneo in cui si battuto il giovane
rappresentante novarese.
Da tempo sugli scudi per aver inanellato una serie di titoli regionali giovanili
(cat. Giovanissimi nel 2003 e cat. Cadetti nel 2004 e 2005) sottraendoli al
monopolio dell'inaffondabile corazzata della Scacchistica Torinese, nonché
conquistato il titolo di Campione Regionale assoluto del 2006 a soli quindici
anni (record piemontese, ma forse addirittura nazionale!), questa volta Marco
Angelini l'ha “combinata” davvero grossa mettendo in fila tutti i rappresentanti
dei circoli d'Italia nella corsa al titolo di categoria più prestigioso.
Di carattere mite e molto rispettoso, i soci del circolo riconoscono in Marco
due grandi pregi: l'umiltà nel lavoro e la capacità di ascoltare chiunque senza
mai atteggiarsi. Grazie a queste apprezzate caratteristiche che hanno permesso a
Marco un solido processo di maturazione, in quest'ultimo anno il giovane di
Sologno è letteralmente esploso facendo registrare risultati positivi in tutti i
tornei a cui ha partecipato. Ciò ha permesso al giovane novarese un ampio balzo
in avanti nelle liste dei punti Elo FIDE.
Inserito nel novembre scorso nell'ambito di un progetto regionale mirato al
potenziamento dei migliori giovani talenti piemontesi, Marco è ora regolarmente
seguito sui canali di internet dal Maestro Internazionale Roberto Mogranzini di
Perugia, esperto ed apprezzato istruttore federale che ha avuto il pregio di
valorizzarne le capacità mentali di calcolo, nonché dal Maestro Internazionale
ed ex Campione Italiano assoluto Mario Lanzani di Milano che da inizio anno sta
collaborando attivamente con i giovani più entusiastici della Società
Scacchistica Novarese e che, in riferimento ad Angelini, sta lavorando sul
potenziamento della fase delle aperture di gioco.
Ma veniamo ai momenti salienti del successo torinese.
La manifestazione era impostata su otto turni di gioco, la cadenza delle cui
partite era fissata a 90 minuti per giocatore, più 30 secondi di incremento
sull'orologio per ogni mossa giocata.
Superati più o meno agevolmente gli avversari dei primi quattro turni, il quinto
ed il sesto si rivelavano essere decisivi per scalata al titolo tricolore. Al
quinto turno, alla guida dei pezzi neri, Angelini si trovava opposto ad uno dei
diretti pretendenti, il diciottenne Candidato Maestro torinese Alessandro Davi
che Marco sconfiggeva al termine di un'autentica battaglia di nervi fatta di
conquiste posizionali, concessioni di pericolosi controgioco, rischi e recuperi
reciproci.
Superato il primo grande ostacolo, l'accoppiamento del turno successivo ne
proponeva subito un altro. Il nuovo impegno era ancora con un rappresentante
torinese noto dai tempi dei tornei giovanili: l'amico Alessandro Parodi. Anche
in questa occasione, ma stavolta alla guida dei Bianchi, Angelini faceva suo il
vibrante incontro giocato da ambedue i contendenti a viso aperto. Sotto la
pressione del gioco di Angelini, Parodi finiva in forte svantaggio di tempo
sull'orologio e trovatosi a difendere con il poco tempo rimastogli a
disposizione una posizione difficile da calcolare, cadeva in ripetuti errori
crollando sotto i precisi ed impietosi attacchi del novarese.
“Credo che la preparazione casalinga di questa partita” dice Angelini “sia stata
determinante per l'intero torneo. L'incontro con Alessandro mi impensieriva
discretamente poiché lui adotta linee di gioco che non mi capita di affrontare
spesso. Fortunatamente, però, il buon lavoro di preparazione pre-partita svolto
con Stefano Ticozzi riguardo la decisione della variante da adottargli contro,
si è rivelato fondamentale ed azzeccato, tant'è che una volta che mi sono seduto
di fronte a lui alla scacchiera tutto ha funzionato alla perfezione!”
A due turni di gioco dalla fine, il vantaggio di Marco in classifica era così
salito ad un intero punto ai danni dell'unico inseguitore che poteva ancora
impensierirlo seriamente: Angelini 5,5 punti su 6, Davi 4,5. Gli altri
pretendenti al titolo che potevano ancora sperare in un barlume di possibilità,
complici una serie di pareggi sugli altri tavoli di gioco si trovavano ancor più
attardati.
Il penultimo turno, il settimo, Angelini se lo aggiudicava con caparbietà,
vincendo di mestiere un bel finale di torri e pedoni.
Mantenendo un punto di vantaggio in classifica su Davi ad un turno dalla fine (Angelini
6,5 su 7, Davi 5,5 su 7) a Marco era sufficiente un pareggio per assicurarsi lo
scudetto. Così doveva essere e così è stato. Domenica mattina Marco non ha mai
forzato il gioco e l'armistizio con l'ultimo avversario delle finali è stato
firmato rapidamente, cosa che per Angelini ha rappresentato la consacrazione del
meritatissimo trionfo tricolore.
Con Marco Angelini esulta l'intero circolo di Novara che proprio a cavallo del
millennio accolse il suo giovane campione alla tenerissima età di nove anni,
portato per la prima volta in sede dal papà quale premio per essere stato
promosso a scuola!
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