LA STORIA DELLA S.S.N.
 



< Prologo

Capitolo 1
1932-1939
GLI ALBORI

Cap.2 >

 

BREVE STORIA DELLE FEDERAZIONI SCACCHISTICHE NAZIONALI
Dopo la fine della Prima Guerra Mondiale, il movimento scacchistico italiano è alla ricerca di un’unità che le manca dal 1911, l’anno in cui l’inizio delle pubblicazioni de “L’Italia Scacchistica” provoca la crisi ed il conseguente crollo dell’Unione Scacchistica Italiana (U.S.I.) e del suo organo ufficiale, la “Rivista Scacchistica Italiana”, ininterrottamente pubblicata dal 1901 al 1911. L’U.S.I., che è stata la prima Federazione scacchistica nazionale, venne fondata nel 1892 su un’idea sorta ben diciassette anni prima, al primo congresso degli scacchisti italiani, tenutosi a Roma nel 1875, nel quale si iniziò a proporre di dare unità al movimento.
Dopo una serie di tentativi falliti nel 1913 di ricostituire una federazione, lo scoppio della Prima Guerra Mondiale frena ogni ulteriore proposito in merito e solo con la fine del primo conflitto bellico, si ritorna a parlare di unità federale. Grazie alla propaganda del direttore de “L’Italia Scacchistica”, al quale rispondono i soli circoli di Milano, Genova, Varese E Viareggio, viene indetto il secondo Congresso Nazionale degli scacchisti italiani, che si tiene a Varese. Alla fine dei lavori, il 20 settembre del 1920 nasce la Federazione Scacchistica Italiana e la rivista “L’Italia Scacchistica” ne diviene Organo Ufficiale. L’unità ottenuta non è però sufficiente a sedare le idee di innovazione e, dopo alcuni travagli che causano la divisione della F.S.I. in diverse sottoleghe, nel 1927 la Federazione cambia nome e diventa A.S.I. (Associazione Scacchistica Italiana).
Nonostante i cambi di nome e di pelle della neonata Federazione, “L’Italia Scacchistica” ne è sempre l’organo ufficiale ed attraverso le proprie pagine sono pubblicati i comunicati, le omologazioni ai tornei, i nomi dei circoli di nuova costituzione e quelli dei quali sono avvenuti gli scioglimenti. Per un motivo a noi sconosciuto, però, accade che dall’agosto del 1929 al settembre del 1932 la collaborazione tra A.S.I. e “L’Italia Scacchistica” viene a mancare. Durante questi tre anni, le comunicazioni di livello regionale e provinciale sono, di fatto, interrotte e per tutti quei circoli la cui affiliazione avviene all’interno di questo triennio, non c’è menzione scritta. Questo buco di tre anni scopriremo, in breve, che sembri proprio coinvolgere il periodo in cui pare essersi ufficialmente costituito il Circolo Scacchistico Novarese.

Intorno alla metà degli anni Venti, un gruppo di appassionati novaresi frequenta il “Caffè Porto Rico” di Piazza Umberto I. Al primo piano di questo locale che sorge sull’angolo di uno stabile sito di fianco al palazzo del Municipio e di fronte al palazzo della Prefettura, in un ambiente composto da biliardi e da tavoli da gioco, si sta coltivando una passione. Il circolo non ha ancora assunto una forma ufficiale verso la Federazione ma, quel nucleo di persone, possiamo ragionevolmente supporre che si stia incontrando già da qualche tempo con discreta regolarità, pur senza vincoli sociali e quote associative. Con buona probabilità, è proprio in questo modo ed all’interno di questo Caffè che tutto dovrebbe aver avuto inizio.
La mancanza di informazioni scritte che scopriremo esserci nel periodo antecedente gli anni Venti, rende ben più difficili le altre teorie sulle origini che ipotizzano la presenza di un circolo novarese già iscritto all’U.S.I. nei primi anni del secolo che, dopo lo scioglimento di questa prima Federazione avvenuto nel 1911, abbia continuato a frequentarsi liberamente in qualche bar della città, prima di decidersi ad affiliarsi alla nuova Federazione, la F.S.I., solo negli anni Tenta, quando era di stanza presso il Caffè “Porto Rico”. A conferma della scarsa attendibilità di questa seconda ipotesi, rileviamo che sulle prime annate della “Rivista Scacchistica Italiana”, l’Organo Ufficiale dell’U.S.I., Novara non è mai menzionata. La sola cosa certa che si può affermare è che se un circolo di scacchi fosse stato già attivamente presente in città prima degli anni Venti, non lo si sarebbe potuto trovare presso il Caffè Porto Rico, poiché in una cartolina storica tra le molteplici rinvenute in un sito internet d’appassionati, si nota chiaramente che lo stabile che ha poi ospitato il mitico bar, nell’aprile del 1918 era adibito a ben altro. Infine, sempre riguardo al Caffè Porto Rico, occorre anche ricordare che, di esso, oggi non v'è più traccia: il vecchio stabile che ospitava il locale, fu demolito dopo la metà degli anni Cinquanta, ed oggi, al suo posto, troviamo un palazzo con portici e negozi.

     

Lo stabile nel 1918

Anni '30: il Caffè Porto Rico

L'ingresso al Caffè Porto Rico

Sul fascicolo di novembre 1927 de “L’Italia Scacchistica”, una lista dei nomi di tutti i Presidenti di circolo ratificati sino a quel momento dal C.O.N.I, non menziona Novara. Nel successivo numero di dicembre, il circolo novarese non è di nuovo presente nella lista dei circoli affiliati all’A.S.I., ed infine, da lì al fascicolo del luglio 1929, non vi è mai nota scritta di circoli novaresi all’interno delle sezioni della rivista dedicate alle associazioni di nuova costituzione. Tutti questi indizi indicano chiaramente che il circolo di Novara non esiste ancora o, più probabilmente, esiste già a livello puramente amatoriale senza essere ancora iscritto alla Federazione.
Desiderando andare maggiormente a ritroso nel tempo e volendo cercare qualche traccia di notizia all’interno delle primissime annate de “L’Italia Scacchistica”, difficilmente crediamo di poter trovare qualcosa su Novara. Durante il periodo bellico della Prima Guerra Mondiale, infatti, la consistente diminuzione sul numero degli abbonati e le limitazioni sull’uso della carta dovuta ad un decreto del 1917 che impose la riduzione del 25% delle pagine di testo e delle copertine delle riviste, costrinsero “L’Italia Scacchistica” a ridurre ad otto, le pagine dei propri fascicoli. Con una quantità di pagine così esigua, giudichiamo improbabile poter trovare notizie sull’eventuale attività novarese, tanto più che in quel decennio non c’era neppure una Federazione per la quale pubblicare tali notizie.
Con la ripresa della collaborazione tra A.S.I. e “L’Italia Scacchistica” avvenuta con il numero d’ottobre del 1932, troviamo finalmente le prime notizie su Novara. All’interno di questo fascicolo è pubblicata la lista completa dei giocatori iscritti all’A.S.I. ed in possesso di categorie nazionali. In questa lista, i novaresi a noi noti grazie alle classifiche dei tornei pubblicati in seguito, appaiono tutti quanti nella sezione riservata alle Terze Categorie. Questi nomi sono: Aldo Amidei, Stefano Bibò, Alberto Garbaccio, Delfino Gastaldi, Matteo Iuressich e Luigi Ricaldone. Fatto strano, non vi è nessun novarese nelle fasce di Prima e di Seconda Categoria, cosa che per un circolo affiliato da tempo ad una Federazione nazionale, sarebbe sicuramente anomala. Sembra dunque logico supporre d’essere di fronte ad un circolo di recente affiliazione, in cui, i soci interessati ad intraprendere l’attività agonistica nazionale, hanno già iniziato da qualche tempo a partecipare ai loro primi tornei, ottenendo le categorie d’ingresso previste dall’A.S.I.
Due mesi più tardi, sul numero di dicembre del 1932, si legge che a Novara si è svolto il Campionato regionale di Terza Categoria, vinto dal torinese Gustavo Malvano davanti al nostro Luigi Ricaldone. Queste notizie, di fatto, sono dunque le prime ed incontrovertibili testimonianze della presenza di un Circolo Scacchistico Novarese regolarmente iscritto all’A.S.I. e al C.O.N.I. Il fascicolo di dicembre, però, riporta anche un’altra notizia, ben più importante di quelle appena esposte. Questa informazione, che stava quasi per sfuggirci, l’abbiamo fortunosamente recuperata grazie ad una casuale rilettura del fascicolo in questione. Qui si cita:

Sua Eccellenza l’Onorevole Leandro Arpinati, Presidente del C.O.N.I., ha ratificato la nomina presidenziale per il Circolo Scacchistico Novarese al sig. Paolo Masu”.

La notizia di questa nomina ricopre un ruolo particolarmente importante, poiché se il circolo si fosse costituito attorno alla metà del 1932, ci troveremmo di fronte al primo Presidente della nostra storia, in assoluto. Nonostante l’entusiasmo di questa scoperta, però, crediamo poco probabile che Masu possa essere stato il primo Presidente, in quanto, riteniamo difficile che ad un circolo neonato, possa essere stata assegnata l’organizzazione di un Campionato Regionale di Terza Categoria, così come s’è letto poco fa, sul fascicolo di dicembre del ‘32. E’ forse più probabile, invece, che il circolo possa essersi affiliato all’A.S.I. all’inizio di quello stesso anno o, forse, addirittura durante quello precedente, fermo restando il luglio del 1929 come data più remota. All’interno di questo triennio, infatti, scorgeremmo uno sviluppo tempistico ben più assennato e ragionevole del precedente, che, tra l’altro, giustificherebbe anche la partecipazione novarese ad eventuali tornei provinciali e regionali nei quali, i nostri giocatori presenti nella lista A.S.I. menzionata poco fa, hanno poi ottenuto le categorie nazionali d’inizio. Ciò, dunque, farebbe di Masu uno dei primi presidenti e non certamente il primo in assoluto.
Riguardo l’anno di fondazione, dunque, l’accavallamento con il triennio di mancata collaborazione tra F.S.I. e “L’Italia Scacchistica” non ci permette ulteriori approfondimenti. Le incertezze e i dubbi rimangono e, ad essi, si aggiungono anche quelli legati al periodo della durata della carica di Masu. Sulla la figura di questo presidente, infatti, il professor Ravarini, entrato a far parte del circolo l’anno successivo (1933, N.d.R.) e del quale inizieremo a parlare tra poco, non ricorda assolutamente nulla: egli non rammenta né il nome, né null’altro che possa confermarne la presenza sociale di questo presidente nel 1933. Quella di Paolo Masu, dunque, sembrerebbe essere stata una carica di breve durata, della quale non sappiamo nulla riguardo ai motivi che l’hanno bruscamente interrotta.
E dei primi soci, invece, cosa possiamo dire? Chi erano?
Sicuramente, tra i nomi di coloro che hanno contribuito a creare il nucleo iniziale da cui è sorto il circolo, immaginiamo vi fosse buona parte dei giocatori presenti nella lista del 1932, tra i quali, ci risulta che Luigi Ricaldone e Delfino Gastaldi fossero i personaggi di maggior rilievo.
Prima di parlare di Ricaldone e Gastaldi, però, riteniamo doveroso e cortese dare la precedenza a colui che, di fatto, ci ha permesso di giungere a contatto con questo memorabile periodo. Tra breve, sarà egli stesso a tracciare i profili dei due soci appena citati. Facciamo dunque un piccolo passo in avanti e, dall’elezione di Masu, spostiamoci all’anno successivo...
Siamo nel 1933 e al circolo fa il proprio ingresso un minuto sedicenne: il suo nome è Romolo Ravarini. Questo ragazzo, che agli occhi della nostra storia non dice ancora nulla, è destinato a legarsi indissolubilmente allo scacchismo della nostra città, divenendone uno dei massimi esponenti di sempre, dal suo ingresso al momento del suo congedo sociale avvenuto cinquantuno anni più tardi, nel 1984. Proprio in virtù delle testimonianze gentilmente concesseci nel 2002 presso la propria abitazione, grazie al professor Ravarini abbiamo avuto il privilegio di addentrarci per la prima volta all’interno di quel remoto periodo degli anni Trenta, immaginando i volti di quei soci sconosciuti e rivivendo con l’immaginazione gli eventi sociali, i fumi e gli odori dell’ambiente, l’eco del sordo rumore dei pezzi sulla scacchiera. In merito a tutto ciò, il professore ci narra:

"Purtroppo non so proprio dirvi quando venne fondata la Società Scacchistica Novarese. Quando entrai a far parte del circolo per la prima volta, la Scacchistica era già attivamente presente qui a Novara. Dunque: io entrai a far parte della Scacchistica Novarese nel 1933, all'età di 16 anni, quando frequentavo la Seconda Liceo a Milano. A quel tempo, la Scacchistica ("così era comunemente chiamata", ci afferma il professor Ravarini) era situata presso il Caffè Porto Rico, di fianco al Municipio di Corso Cavour, all'angolo posto di fronte al palazzo della Prefettura.
Eravamo al primo piano del locale, in una grande sala che si raggiungeva con due piccole rampe di scale. Ricordo che c'erano tavoli da biliardo e da gioco. Qui, noi ci incontravamo tutti i giorni dal lunedì al venerdì, mentre il sabato e la domenica la sala veniva abitualmente adibita a feste e al ballo. In città, questo posto era un luogo di ritrovo molto conosciuto, tant'è che nei fine settimana si usava comunemente dire di andare a ballare alla Scacchistica.
La Scacchistica era frequentata da persone di tutte le età, a partire dalla mia sino ad arrivare ai cinquantenni ed oltre.
Qualche anno dopo di me, entrò a far parte della Società anche Ottorino Della Santa. Negli anni a seguire, poi, ricordo che ci fu un certo dissesto all'interno del circolo e che ci trasferimmo presso il Dopolavoro di Baluardo Quintino Sella
".

Questa era la prima parte della preziosa testimonianza del prof. Romolo Ravarini, ancor oggi, a distanza di tre anni, nel 2005, lucidissimo ottantasettenne e neo campione Italiano Seniores per corrispondenza!
Secondo quanto narratoci su quel periodo, oltre che rammentarsi il nome d’un certo Meinardi, Ravarini ricorda altrettanto chiaramente che Luigi Ricaldone e Delfino Gastaldi erano due dei personaggi di spicco del circolo di quell’epoca. Di Ricaldone, il professore racconta che fosse scacchisticamente ben preparato:

Al circolo, i più forti eravamo in pratica noi due, anche se lui, forse, dimostrava d’avere qualcosa in più di me”.

Purtroppo, con Ricaldone, il destino fu davvero crudele: Ravarini ricorda che morì giovane, attorno ai quarant’anni d’età.
Oltre alla figura appena citata, anche Delfino Gastaldi, che all’epoca è un giovane poco più che trentenne, ricopre un ruolo di primo piano all’interno del circolo. Nato a Novara nel 1897 da una famiglia benestante, la figura di Gastaldi è ricordata da Ravarini come quella di un incessante teorico in perfetta simbiosi con le correnti innovative di quel periodo, nonché di un assiduo giocatore per corrispondenza. In un momento in cui la moderna teoria sta andando progressivamente a formarsi con gran vigore e fermento grazie ai contributi di personaggi storici quali Lasker, Nimzovitch e Capablanca, all’interno del circolo novarese la figura di Gastaldi è di carattere trainante. Vivendo in un’epoca in cui la crescita dei giocatori è principalmente guidata dal talento personale piuttosto che dallo studio dei testi scritti, Gastaldi è un vero punto di riferimento per molti soci del circolo. Di lui, il professore ricorda:

Gastaldi era un teorico. Era sempre alla ricerca di nuove idee da sperimentare. Era sempre lì che studiava, tutto preso a sviluppare nuove varianti e a cercare di perfezionarle. Visto che all’epoca non c’erano moltissimi libri sulla teoria, e quei pochi che c’erano era anche difficile trovarli, al circolo lo seguivano un po’ tutti, poiché era l’unico di noi ad occuparsi con tale dedizione a questo lato del gioco”.

Sempre su Gastaldi, Ravarini ricorda anche la sua predilezione verso la Difesa Olandese che, più o meno involontariamente, proprio grazie a lui era diventata l’apertura più comune e maggiormente giocata al circolo.
 

 

Delfino Gastaldi
(Novara 1897, Biella 02/09/1972)

Riprendendo con le notizie tratte da “L’Italia Scacchistica”, nel febbraio del 1934, nell'ambito del calendario scacchistico nazionale "Tornei di campionato di zone I - II - III categoria", si annuncia che a Novara si organizza il torneo di Prima Categoria. Sempre nello stesso fascicolo si legge che i consiglieri del circolo sono Delfino Gastaldi e Luigi Ricaldone. Proseguendo, rileviamo anche notizie riguardanti l’attività novarese per corrispondenza: Gastaldi giunge terzo con 7,5/12 in un torneo vinto da Stefano Rosselli del Turco con 11,5/12, nel quale, Matteo Iuressich si ritira senza neppure iniziare la competizione. Intanto, sempre nel 1934, il C.O.N.I. sposta d’imperio l’A.S.I. sotto l’Opera Nazionale Dopolavoro (O.N.D.), l’Ente nato nel 1925 sotto il regime fascista, col compito di promuovere e sostenere l'attività sportiva, culturale e ricreativa dei lavoratori sull'intero territorio italiano.
Nel 1935, Novara è nuovamente una delle tre città Piemontesi incaricate dell’organizzazione dei Campionati Zonali di categoria: a Torino è assegnata l’organizzazione del torneo di Prima, a Novara quello di Seconda e a Novi Ligure quello di Terza. In quello stesso anno, Delfino Gastaldi è Direttore Tecnico del circolo. A giudicare dalle informazioni raccolte in questo periodo, il circolo sembra ricoprire un ruolo attivo in ambito piemontese ad anche l'attività agonistica di club pare essere davvero fervente. Osservando le classifiche finali delle manifestazioni sociali degli anni ‘30 pubblicati su “L'Italia Scacchistica” (tutte riportate nell’appendice “I tornei storici”, N.d.R.), sorprende non poco l’incredibile durata dei tornei. Dai quattordici turni di gioco in un campionato sociale di Terza Categoria, si giunge ai ventinove di un campionato sociale di Prima, vinto da Ravarini con 17,5 davanti a Ricaldone con 16,5.
Verso la fine del 1935, si legge che la sezione scacchi del Dopolavoro Comunale di Novara abbandona il Caffè Porto Rico e si trasferisce direttamente presso il Dopolavoro Comunale situato al n. 30 di Baluardo Quintino Sella. Di questa sede non sappiamo davvero nulla e, seppur il baluardo in questione esista ancor oggi, i numeri civici non sono più gli stessi di allora per poterla rintracciare.
Nel fascicolo del febbraio 1936, si legge che l’O.N.D. ha ratificato ufficialmente la nomina di Direttore Tecnico a Romolo Ravarini. Altre notizie tratte da “L'Italia Scacchistica” ci informano che in un torneo nazionale per corrispondenza, Gastaldi acquisisce il diritto di partecipare al girone finale di un torneo postale, in compagnia dei ben più famosi Stefano Rosselli del Turco e Mario Napolitano.
La presenza sul territorio non si ferma e, nel 1937, a Novara è assegnata l'organizzazione dello zonale di Terza Categoria (Prima Categoria a Torino e Seconda Categoria ad Alessandria) cui partecipa, giungendo secondo, un tal Enrico Borroni di Torino, omonimo del nostro attuale socio e Candidato Maestro.
Qualche tempo dopo, sul numero del 15 aprile 1938, veniamo a sapere che Delfino Gastaldi si è trasferito a Sordevolo, allora in provincia di Vercelli e oggi di Biella. Il suo nome e il nuovo paese di residenza, infatti, appaiono nella lista dei giocatori aderenti al Gruppo Italiano Scacchi per Corrispondenza, insieme con un certo Paolo Salater di Craveggia che, pur essendo in provincia di Novara, data la distanza con la nostra città, dubitiamo possa essere mai stato socio del circolo. Sul trasferimento di Gastaldi da Novara a Sordevolo, il professor Ravarini ricorda che fu motivato da problemi di carattere sostanzialmente economico. Seppur proveniente da una famiglia agiata e vivendo di rendita, quei tempi così duri condussero sfortunatamente Gastaldi al punto di non potersi più permettere l’appartamento novarese. La decisione di trasferirsi nel biellese, a Sordevolo, paese in cui possedeva una vecchia casa di famiglia, fu per Gastaldi un passo sostanzialmente obbligato. Il circolo perdeva, così, un’importante figura di riferimento.
Tornando alle cronache, sempre nel 1938, il giovane Romolo Ravarini inizia ad apparire nelle gare di Soluzionistica de “L'Italia Scacchistica”: è l'inizio di una scalata memorabile, che porterà il futuro professore a cogliere successi e trionfi come pochi altri in territorio nazionale. Nel frattempo, notiamo che l'attività agonistica del circolo non è circoscritta alla sola città di Novara, ma si estende anche ai paesi circostanti. Nel 1939, infatti, a Galliate si svolge il Campionato Provinciale di Terza Categoria, vinto da Pierino Avvignano con 5 p.ti su 5.
Nel numero del 16 febbraio 1940, nell’ambito dei tornei “Interprovinciali di Campionato”, si legge che a Novara è affidata l’organizzazione del torneo di Terza Categoria. Poco dopo, però, con l'entrata in guerra dell'Italia nel secondo conflitto mondiale il giugno del 1940, le notizie, ed immaginiamo anche le attività, s'interrompono in modo repentino.


 



Società Scacchistica Novarese