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BREVE STORIA DELLE FEDERAZIONI
SCACCHISTICHE NAZIONALI
Dopo la fine della Prima Guerra Mondiale, il
movimento scacchistico italiano è alla ricerca di
un’unità che le manca dal 1911, l’anno in cui
l’inizio delle pubblicazioni de “L’Italia
Scacchistica” provoca la crisi ed il conseguente
crollo dell’Unione Scacchistica Italiana (U.S.I.) e
del suo organo ufficiale, la “Rivista Scacchistica
Italiana”, ininterrottamente pubblicata dal 1901 al
1911. L’U.S.I., che è stata la prima Federazione
scacchistica nazionale, venne fondata nel 1892 su
un’idea sorta ben diciassette anni prima, al primo
congresso degli scacchisti italiani, tenutosi a Roma
nel 1875, nel quale si iniziò a proporre di dare
unità al movimento.
Dopo una serie di tentativi falliti nel 1913 di
ricostituire una federazione, lo scoppio della Prima
Guerra Mondiale frena ogni ulteriore proposito in
merito e solo con la fine del primo conflitto
bellico, si ritorna a parlare di unità federale.
Grazie alla propaganda del direttore de “L’Italia
Scacchistica”, al quale rispondono i soli circoli di
Milano, Genova, Varese E Viareggio, viene indetto il
secondo Congresso Nazionale degli scacchisti
italiani, che si tiene a Varese. Alla fine dei
lavori, il 20 settembre del 1920 nasce la Federazione
Scacchistica Italiana e la rivista “L’Italia
Scacchistica” ne diviene Organo Ufficiale. L’unità
ottenuta non è però sufficiente a sedare le idee di
innovazione e, dopo alcuni travagli che causano la
divisione della F.S.I. in diverse sottoleghe, nel
1927 la Federazione cambia nome e diventa A.S.I.
(Associazione Scacchistica Italiana).
Nonostante i cambi di nome e di pelle della neonata
Federazione, “L’Italia Scacchistica” ne è sempre
l’organo ufficiale ed attraverso le proprie pagine
sono pubblicati i comunicati, le omologazioni ai
tornei, i nomi dei circoli di nuova costituzione e
quelli dei quali sono avvenuti gli scioglimenti. Per
un motivo a noi sconosciuto, però, accade che
dall’agosto del 1929 al settembre del 1932 la
collaborazione tra A.S.I. e “L’Italia Scacchistica”
viene a mancare. Durante questi tre anni, le
comunicazioni di livello regionale e provinciale
sono, di fatto, interrotte e per tutti quei circoli
la cui affiliazione avviene all’interno di questo
triennio, non c’è menzione scritta. Questo buco di
tre anni scopriremo, in breve, che sembri proprio
coinvolgere il periodo in cui pare essersi
ufficialmente costituito il Circolo Scacchistico
Novarese. |
Intorno alla metà degli anni Venti, un gruppo di
appassionati novaresi frequenta il “Caffè Porto Rico” di
Piazza Umberto I. Al primo piano di questo locale che
sorge sull’angolo di uno stabile sito di fianco al
palazzo del Municipio e di fronte al palazzo della
Prefettura, in un ambiente composto da biliardi e da
tavoli da gioco, si sta coltivando una passione. Il
circolo non ha ancora assunto una forma ufficiale verso
la Federazione ma, quel nucleo di persone, possiamo
ragionevolmente supporre che si stia incontrando già da
qualche tempo con discreta regolarità, pur senza vincoli
sociali e quote associative. Con buona probabilità, è
proprio in questo modo ed all’interno di questo Caffè che
tutto dovrebbe aver avuto inizio.
La mancanza di informazioni scritte che scopriremo
esserci nel periodo antecedente gli anni Venti, rende ben
più difficili le altre teorie sulle origini che
ipotizzano la presenza di un circolo novarese già
iscritto all’U.S.I. nei primi anni del secolo che, dopo
lo scioglimento di questa prima Federazione avvenuto nel
1911, abbia continuato a frequentarsi liberamente in
qualche bar della città, prima di decidersi ad affiliarsi
alla nuova Federazione, la F.S.I., solo negli anni Tenta,
quando era di stanza presso il Caffè “Porto Rico”. A
conferma della scarsa attendibilità di questa seconda
ipotesi, rileviamo che sulle prime annate della “Rivista
Scacchistica Italiana”, l’Organo Ufficiale dell’U.S.I.,
Novara non è mai menzionata. La sola cosa certa che si
può affermare è che se un circolo di scacchi fosse stato
già attivamente presente in città prima degli anni Venti,
non lo si sarebbe potuto trovare presso il Caffè Porto
Rico, poiché in una cartolina storica tra le molteplici
rinvenute in un sito internet d’appassionati, si nota
chiaramente che lo stabile che ha poi ospitato il mitico
bar, nell’aprile del 1918 era adibito a ben altro.
Infine, sempre riguardo al Caffè Porto Rico, occorre
anche ricordare che, di esso, oggi non v'è più traccia:
il vecchio stabile che ospitava il locale, fu demolito
dopo la metà degli anni Cinquanta, ed oggi, al suo posto,
troviamo un palazzo con portici e negozi.
Sul fascicolo di novembre 1927 de “L’Italia
Scacchistica”, una lista dei nomi di tutti i Presidenti di
circolo ratificati sino a quel momento dal C.O.N.I, non
menziona Novara. Nel successivo numero di dicembre, il
circolo novarese non è di nuovo presente nella lista dei
circoli affiliati all’A.S.I., ed infine, da lì al fascicolo
del luglio 1929, non vi è mai nota scritta di circoli
novaresi all’interno delle sezioni della rivista dedicate
alle associazioni di nuova costituzione. Tutti questi
indizi indicano chiaramente che il circolo di Novara non
esiste ancora o, più probabilmente, esiste già a livello
puramente amatoriale senza essere ancora iscritto alla
Federazione.
Desiderando andare maggiormente a ritroso nel tempo e
volendo cercare qualche traccia di notizia all’interno
delle primissime annate de “L’Italia Scacchistica”,
difficilmente crediamo di poter trovare qualcosa su Novara.
Durante il periodo bellico della Prima Guerra Mondiale,
infatti, la consistente diminuzione sul numero degli
abbonati e le limitazioni sull’uso della carta dovuta ad un
decreto del 1917 che impose la riduzione del 25% delle
pagine di testo e delle copertine delle riviste,
costrinsero “L’Italia Scacchistica” a ridurre ad otto, le
pagine dei propri fascicoli. Con una quantità di pagine
così esigua, giudichiamo improbabile poter trovare notizie
sull’eventuale attività novarese, tanto più che in quel
decennio non c’era neppure una Federazione per la quale
pubblicare tali notizie.
Con la ripresa della collaborazione tra A.S.I. e “L’Italia
Scacchistica” avvenuta con il numero d’ottobre del 1932,
troviamo finalmente le prime notizie su Novara. All’interno
di questo fascicolo è pubblicata la lista completa dei
giocatori iscritti all’A.S.I. ed in possesso di categorie
nazionali. In questa lista, i novaresi a noi noti grazie
alle classifiche dei tornei pubblicati in seguito, appaiono
tutti quanti nella sezione riservata alle Terze Categorie.
Questi nomi sono: Aldo Amidei, Stefano Bibò, Alberto
Garbaccio, Delfino Gastaldi, Matteo Iuressich e Luigi
Ricaldone. Fatto strano, non vi è nessun novarese nelle
fasce di Prima e di Seconda Categoria, cosa che per un
circolo affiliato da tempo ad una Federazione nazionale,
sarebbe sicuramente anomala. Sembra dunque logico supporre
d’essere di fronte ad un circolo di recente affiliazione,
in cui, i soci interessati ad intraprendere l’attività
agonistica nazionale, hanno già iniziato da qualche tempo a
partecipare ai loro primi tornei, ottenendo le categorie
d’ingresso previste dall’A.S.I.
Due mesi più tardi, sul numero di dicembre del 1932, si
legge che a Novara si è svolto il Campionato regionale di
Terza Categoria, vinto dal torinese Gustavo Malvano davanti
al nostro Luigi Ricaldone. Queste notizie, di fatto, sono
dunque le prime ed incontrovertibili testimonianze della
presenza di un Circolo Scacchistico Novarese regolarmente
iscritto all’A.S.I. e al C.O.N.I. Il fascicolo di dicembre,
però, riporta anche un’altra notizia, ben più importante di
quelle appena esposte. Questa informazione, che stava quasi
per sfuggirci, l’abbiamo fortunosamente recuperata grazie
ad una casuale rilettura del fascicolo in questione. Qui si
cita: “Sua Eccellenza
l’Onorevole Leandro Arpinati, Presidente del C.O.N.I., ha
ratificato la nomina presidenziale per il Circolo
Scacchistico Novarese al sig. Paolo Masu”. La
notizia di questa nomina ricopre un ruolo particolarmente
importante, poiché se il circolo si fosse costituito
attorno alla metà del 1932, ci troveremmo di fronte al
primo Presidente della nostra storia, in assoluto.
Nonostante l’entusiasmo di questa scoperta, però,
crediamo poco probabile che Masu possa essere stato il
primo Presidente, in quanto, riteniamo difficile che ad
un circolo neonato, possa essere stata assegnata
l’organizzazione di un Campionato Regionale di Terza
Categoria, così come s’è letto poco fa, sul fascicolo di
dicembre del ‘32. E’ forse più probabile, invece, che il
circolo possa essersi affiliato all’A.S.I. all’inizio di
quello stesso anno o, forse, addirittura durante quello
precedente, fermo restando il luglio del 1929 come data
più remota. All’interno di questo triennio, infatti,
scorgeremmo uno sviluppo tempistico ben più assennato e
ragionevole del precedente, che, tra l’altro,
giustificherebbe anche la partecipazione novarese ad
eventuali tornei provinciali e regionali nei quali, i
nostri giocatori presenti nella lista A.S.I. menzionata
poco fa, hanno poi ottenuto le categorie nazionali
d’inizio. Ciò, dunque, farebbe di Masu uno dei primi
presidenti e non certamente il primo in assoluto.
Riguardo l’anno di fondazione, dunque, l’accavallamento
con il triennio di mancata collaborazione tra F.S.I. e
“L’Italia Scacchistica” non ci permette ulteriori
approfondimenti. Le incertezze e i dubbi rimangono e, ad
essi, si aggiungono anche quelli legati al periodo della
durata della carica di Masu. Sulla la figura di questo
presidente, infatti, il professor Ravarini, entrato a far
parte del circolo l’anno successivo (1933, N.d.R.) e del
quale inizieremo a parlare tra poco, non ricorda
assolutamente nulla: egli non rammenta né il nome, né
null’altro che possa confermarne la presenza sociale di
questo presidente nel 1933. Quella di Paolo Masu, dunque,
sembrerebbe essere stata una carica di breve durata,
della quale non sappiamo nulla riguardo ai motivi che
l’hanno bruscamente interrotta.
E dei primi soci, invece, cosa possiamo dire? Chi erano?
Sicuramente, tra i nomi di coloro che hanno contribuito a
creare il nucleo iniziale da cui è sorto il circolo,
immaginiamo vi fosse buona parte dei giocatori presenti
nella lista del 1932, tra i quali, ci risulta che Luigi
Ricaldone e Delfino Gastaldi fossero i personaggi di
maggior rilievo.
Prima di parlare di Ricaldone e Gastaldi, però, riteniamo
doveroso e cortese dare la precedenza a colui che, di
fatto, ci ha permesso di giungere a contatto con questo
memorabile periodo. Tra breve, sarà egli stesso a
tracciare i profili dei due soci appena citati. Facciamo
dunque un piccolo passo in avanti e, dall’elezione di
Masu, spostiamoci all’anno successivo...
Siamo nel 1933 e al circolo fa il proprio ingresso un
minuto sedicenne: il suo nome è Romolo Ravarini. Questo
ragazzo, che agli occhi della nostra storia non dice
ancora nulla, è destinato a legarsi indissolubilmente
allo scacchismo della nostra città, divenendone uno dei
massimi esponenti di sempre, dal suo ingresso al momento
del suo congedo sociale avvenuto cinquantuno anni più
tardi, nel 1984. Proprio in virtù delle testimonianze
gentilmente concesseci nel 2002 presso la propria
abitazione, grazie al professor Ravarini abbiamo avuto il
privilegio di addentrarci per la prima volta all’interno
di quel remoto periodo degli anni Trenta, immaginando i
volti di quei soci sconosciuti e rivivendo con
l’immaginazione gli eventi sociali, i fumi e gli odori
dell’ambiente, l’eco del sordo rumore dei pezzi sulla
scacchiera. In merito a tutto ciò, il professore ci
narra:
"Purtroppo non so
proprio dirvi quando venne fondata la Società
Scacchistica Novarese. Quando entrai a far parte del
circolo per la prima volta, la Scacchistica era già
attivamente presente qui a Novara. Dunque: io entrai a
far parte della Scacchistica Novarese nel 1933, all'età
di 16 anni, quando frequentavo la Seconda Liceo a Milano.
A quel tempo, la Scacchistica ("così era comunemente
chiamata", ci afferma il professor Ravarini) era situata
presso il Caffè Porto Rico, di fianco al Municipio di
Corso Cavour, all'angolo posto di fronte al palazzo della
Prefettura.
Eravamo
al primo piano del locale, in una grande sala che si
raggiungeva con due piccole rampe di scale. Ricordo che
c'erano tavoli da biliardo e da gioco. Qui, noi ci
incontravamo tutti i giorni dal lunedì al venerdì, mentre
il sabato e la domenica la sala veniva abitualmente
adibita a feste e al ballo. In città, questo posto era un
luogo di ritrovo molto conosciuto, tant'è che nei fine
settimana si usava comunemente dire di andare a ballare
alla Scacchistica.
La Scacchistica era frequentata da persone di tutte le
età, a partire dalla mia sino ad arrivare ai cinquantenni
ed oltre.
Qualche anno dopo di me, entrò a far parte della Società
anche Ottorino Della Santa. Negli anni a seguire, poi,
ricordo che ci fu un certo dissesto all'interno del
circolo e che ci trasferimmo presso il Dopolavoro di
Baluardo Quintino Sella".
Questa era la prima parte della preziosa testimonianza
del prof. Romolo Ravarini, ancor oggi, a distanza di tre
anni, nel 2005, lucidissimo ottantasettenne e neo
campione Italiano Seniores per corrispondenza!
Secondo quanto narratoci su quel periodo, oltre che
rammentarsi il nome d’un certo Meinardi, Ravarini ricorda
altrettanto chiaramente che Luigi Ricaldone e Delfino
Gastaldi erano due dei personaggi di spicco del circolo
di quell’epoca. Di Ricaldone, il professore racconta che
fosse scacchisticamente ben preparato:
“Al circolo, i più forti eravamo in pratica noi due,
anche se lui, forse, dimostrava d’avere qualcosa in più
di me”.
Purtroppo, con Ricaldone, il destino fu davvero crudele:
Ravarini ricorda che morì giovane, attorno ai quarant’anni
d’età.
Oltre alla figura appena citata, anche Delfino Gastaldi,
che all’epoca è un giovane poco più che trentenne,
ricopre un ruolo di primo piano all’interno del circolo.
Nato a Novara nel 1897 da una famiglia benestante, la
figura di Gastaldi è ricordata da Ravarini come quella di
un incessante teorico in perfetta simbiosi con le
correnti innovative di quel periodo, nonché di un assiduo
giocatore per corrispondenza. In un momento in cui la
moderna teoria sta andando progressivamente a formarsi
con gran vigore e fermento grazie ai contributi di
personaggi storici quali Lasker, Nimzovitch e Capablanca,
all’interno del circolo novarese la figura di Gastaldi è
di carattere trainante. Vivendo in un’epoca in cui la
crescita dei giocatori è principalmente guidata dal
talento personale piuttosto che dallo studio dei testi
scritti, Gastaldi è un vero punto di riferimento per
molti soci del circolo. Di lui, il professore ricorda:
“Gastaldi era un teorico. Era sempre alla ricerca di
nuove idee da sperimentare. Era sempre lì che studiava,
tutto preso a sviluppare nuove varianti e a cercare di
perfezionarle. Visto che all’epoca non c’erano moltissimi
libri sulla teoria, e quei pochi che c’erano era anche
difficile trovarli, al circolo lo seguivano un po’ tutti,
poiché era l’unico di noi ad occuparsi con tale dedizione
a questo lato del gioco”.
Sempre su Gastaldi, Ravarini ricorda anche la sua
predilezione verso la Difesa Olandese che, più o meno
involontariamente, proprio grazie a lui era diventata
l’apertura più comune e maggiormente giocata al circolo.
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Delfino Gastaldi
(Novara 1897, Biella 02/09/1972) |
Riprendendo con le notizie tratte da “L’Italia
Scacchistica”, nel febbraio del 1934, nell'ambito del
calendario scacchistico nazionale "Tornei di campionato
di zone I - II - III categoria", si annuncia che a Novara
si organizza il torneo di Prima Categoria. Sempre nello
stesso fascicolo si legge che i consiglieri del circolo
sono Delfino Gastaldi e Luigi Ricaldone. Proseguendo,
rileviamo anche notizie riguardanti l’attività novarese
per corrispondenza: Gastaldi giunge terzo con 7,5/12 in
un torneo vinto da Stefano Rosselli del Turco con
11,5/12, nel quale, Matteo Iuressich si ritira senza
neppure iniziare la competizione. Intanto, sempre nel
1934, il C.O.N.I. sposta d’imperio l’A.S.I. sotto l’Opera
Nazionale Dopolavoro (O.N.D.), l’Ente nato nel 1925 sotto
il regime fascista, col compito di promuovere e sostenere
l'attività sportiva, culturale e ricreativa dei
lavoratori sull'intero territorio italiano.
Nel 1935, Novara è nuovamente una delle tre città
Piemontesi incaricate dell’organizzazione dei Campionati
Zonali di categoria: a Torino è assegnata
l’organizzazione del torneo di Prima, a Novara quello di
Seconda e a Novi Ligure quello di Terza. In quello stesso
anno, Delfino Gastaldi è Direttore Tecnico del circolo. A
giudicare dalle informazioni raccolte in questo periodo,
il circolo sembra ricoprire un ruolo attivo in ambito
piemontese ad anche l'attività agonistica di club pare
essere davvero fervente. Osservando le classifiche finali
delle manifestazioni sociali degli anni ‘30 pubblicati su
“L'Italia Scacchistica” (tutte riportate nell’appendice
“I tornei storici”, N.d.R.), sorprende non poco
l’incredibile durata dei tornei. Dai quattordici turni di
gioco in un campionato sociale di Terza Categoria, si
giunge ai ventinove di un campionato sociale di Prima,
vinto da Ravarini con 17,5 davanti a Ricaldone con 16,5.
Verso la fine del 1935, si legge che la sezione scacchi
del Dopolavoro Comunale di Novara abbandona il Caffè
Porto Rico e si trasferisce direttamente presso il
Dopolavoro Comunale situato al n. 30 di Baluardo Quintino
Sella. Di questa sede non sappiamo davvero nulla e,
seppur il baluardo in questione esista ancor oggi, i
numeri civici non sono più gli stessi di allora per
poterla rintracciare.
Nel fascicolo del febbraio 1936, si legge che l’O.N.D. ha
ratificato ufficialmente la nomina di Direttore Tecnico a
Romolo Ravarini. Altre notizie tratte da “L'Italia
Scacchistica” ci informano che in un torneo nazionale per
corrispondenza, Gastaldi acquisisce il diritto di
partecipare al girone finale di un torneo postale, in
compagnia dei ben più famosi Stefano Rosselli del Turco e
Mario Napolitano.
La presenza sul territorio non si ferma e, nel 1937, a
Novara è assegnata l'organizzazione dello zonale di Terza
Categoria (Prima Categoria a Torino e Seconda Categoria
ad Alessandria) cui partecipa, giungendo secondo, un tal
Enrico Borroni di Torino, omonimo del nostro attuale
socio e Candidato Maestro.
Qualche tempo dopo, sul numero del 15 aprile 1938,
veniamo a sapere che Delfino Gastaldi si è trasferito a
Sordevolo, allora in provincia di Vercelli e oggi di
Biella. Il suo nome e il nuovo paese di residenza,
infatti, appaiono nella lista dei giocatori aderenti al
Gruppo Italiano Scacchi per Corrispondenza, insieme con
un certo Paolo Salater di Craveggia che, pur essendo in
provincia di Novara, data la distanza con la nostra
città, dubitiamo possa essere mai stato socio del
circolo. Sul trasferimento di Gastaldi da Novara a
Sordevolo, il professor Ravarini ricorda che fu motivato
da problemi di carattere sostanzialmente economico.
Seppur proveniente da una famiglia agiata e vivendo di
rendita, quei tempi così duri condussero sfortunatamente
Gastaldi al punto di non potersi più permettere
l’appartamento novarese. La decisione di trasferirsi nel
biellese, a Sordevolo, paese in cui possedeva una vecchia
casa di famiglia, fu per Gastaldi un passo
sostanzialmente obbligato. Il circolo perdeva, così,
un’importante figura di riferimento.
Tornando alle cronache, sempre nel 1938, il giovane
Romolo Ravarini inizia ad apparire nelle gare di
Soluzionistica de “L'Italia Scacchistica”: è l'inizio di
una scalata memorabile, che porterà il futuro professore
a cogliere successi e trionfi come pochi altri in
territorio nazionale. Nel frattempo, notiamo che
l'attività agonistica del circolo non è circoscritta alla
sola città di Novara, ma si estende anche ai paesi
circostanti. Nel 1939, infatti, a Galliate si svolge il
Campionato Provinciale di Terza Categoria, vinto da
Pierino Avvignano con 5 p.ti su 5.
Nel numero del 16 febbraio 1940, nell’ambito dei tornei
“Interprovinciali di Campionato”, si legge che a Novara è
affidata l’organizzazione del torneo di Terza Categoria.
Poco dopo, però, con l'entrata in guerra dell'Italia nel
secondo conflitto mondiale il giugno del 1940, le
notizie, ed immaginiamo anche le attività, s'interrompono
in modo repentino.
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