LA STORIA DELLA S.S.N.
 



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Capitolo 4
1966-1969
CAMPIONI D'ITALIA A SQUADRE DI SERIE "C"!

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Nella seconda metà degli anni 60 il circolo vive un'attività di grande fermento e gli incontri amichevoli a squadre sono manifestazioni usuali in questo periodo. Tra i molti match a squadre che vengono disputati, una particolare atmosfera vengono ad assumere le sfide con il circolo di Ispra, una vera e propria multinazionale europea in territorio italiano. Ad Ispra, infatti, si trova il Centro di ricerche Euratom e tutti gli scacchisti che vi lavorano costituiscono il nocciolo portante di questo singolare club, composto da tedeschi, olandesi, francesi ed altre nazionalità ancora, oltre che da italiani.
Grazie a tali iniziative, l'ambiente scacchistico novarese vede sviluppare talenti davvero interessanti: Mario Melosi e Marcello Roatta su tutti. Le prime scacchiere novaresi sono davvero forti. Negli incontri a squadre, i nostri migliori prevalgono di sovente contro i rispettivi avversari e, se il computo finale degli incontri vede Novara soccombere, non è quasi mai per causa loro.
La forza dei nostri migliori giocatori è, dunque, davvero invidiabile e, grazie a loro, il circolo conquista in breve tempo un alloro davvero inaspettato. Nel giugno del 1967 (31 maggio - 4 giugno), la squadra del Circolo Scacchistico Novarese composta da Marcello Roatta, Nicolò Guglielmi, Mario Melosi, Sergio Guida e Dante Gualandi, trionfa nell'8° Campionato italiano a squadre di Serie C di Recoaro Terme, sopravanzando per mezzo punto di spareggio tecnico la squadra milanese. Qui, in compagnia del cremonese Brambini, Roatta e Melosi registrano anche i migliori risultati di scacchiera: 3/4 per entrambe. Guglielmi termina con 2,5/4, mentre Guida con 1/3 e Gualandi con 0,5/1.
La partita decisiva per la conquista del titolo, Novara la disputa proprio all’ultimo turno contro la squadra di Milano, la diretta contendente del titolo. Con Milano momentaneamente in vantaggio per 2-1, è l’incontro Melosi–De Maria a decidere le sorti dell’intero campionato. Di quel memorabile evento, l’ing. Melosi ricorda ancora oggi:

Rammento che in quella occasione giocai un Colle, e produssi una delle mie partite d’attacco migliori di sempre. Man mano che la posizione si faceva sempre più calda, era sempre maggiore anche il numero di coloro che si fermavano a seguire la partita. Ad un certo punto, erano tutti quanti attorno a noi e si passavano persino la voce per venire a vederci.
Dato l’andamento dell’incontro con Milano, la mia partita contro De Maria, era diventata decisiva per la conquista del titolo ed io dovevo assolutamente vincere: non avevo altra scelta. Con la patta, i campioni sarebbero divenuti loro.
Mamma mia, ragazzi: che partita che ho fatto! Alla fine, quando il mio avversario abbandonò con il re in mezzo alla scacchiera in pieno mediogioco, tutti quanti si misero ad applaudire. Fu davvero una grande emozione!
”.

Ed ecco, dunque, la partita che, alla luce dei fatti, può sicuramente essere annoverata tre le più significative della storia del nostro circolo:

Melosi,M - De Maria
8 Campionato Italiano a Squadre, Recoaro Terme, 1967
45 mosse in 2,30 ore e 18 mosse per ogni ora successiva

1.d4 e6 2.Cf3 Cf6 3.Cbd2 d5 4.e3 Ad6 5.Ad3 0–0 6.0–0 Cbd7 7.Te1 e5 8.e4 dxe4 9.Cxe4 Cxe4 10.Txe4 Cf6 11.Ag5 Af5 12.Axf6 gxf6 13.Ch4 Axe4 14.Axe4 f5 15.Cxf5 Dg5 16.h4 Df6 17.Dh5 Tfd8 18.g4 Rf8 19.Dxh7 Dg6 20.Dh8+ Dg8 21.Dh6+ Re8 22.Cg7+ Rd7 23.Af5+ Rc6 24.d5+ Rxd5 25.Dd2+ Rc6 26.Dc3+ Rb6 27.Db3+ Rc6 28.c4 b6 29.Df3+ Rc5 30.b4+ Rxb4 31.Db3+ Ra5 32.Db5 matto! Campioni d’Italia!

Grazie alla vittoria di Melosi su De Maria che chiude l’incontro con la Milanese sul 2-2, le due squadre terminano prime in classifica con 10 punti a testa, ma lo scudetto è vinto da Novara grazie a mezzo punto di spareggio tecnico (3,0 a 2,5).

     

La squadra all'opera!
Roatta, Guglielmi, Melosi e Guida

La premiazione
La squadra novarese sta per essere premiata

La premiazione
Da sin.: Dante Gualandi, Nicolò Guglielmi, Marcello Roatta, Mario Melosi e Sergio Guida

Di questa esaltante esperienza tricolore, la prima scacchiera novarese Marcello Roatta, ricontattato a cavallo tra il Gennaio e il Febbraio del 2005, ricorda:

L'esperienza del torneo di Recoaro del lontano 1967, in cui giocavo alla prima scacchiera per i colori della Società Scacchistica Novarese, doveva essere il trampolino di lancio della mia carriera scacchistica in ambito nazionale, così come il Grande Maestro jugoslavo Trifunovic, che mi aveva tenuto come allievo a Belluno anni prima, mi aveva pronosticato, ed invece ne fu in pratica la conclusione, perché solo due anni dopo lasciai gli scacchi agonistici per dedicarmi esclusivamente alla mia famiglia ed al mio lavoro di dirigente industriale.”.

Oggi, Marcello Roatta vive a Legnano e gioca con successo a Bridge, presso il circolo della propria città. In merito alla difficile decisione dell’abbandono degli scacchi, egli ci racconta:

Fu una decisione molto sofferta, ma necessaria, perché il gioco degli scacchi, ad un certo livello, richiede un dispendio di energie fisiche e psichiche incompatibile con una professione molto impegnativa. Da allora non ho più giocato a scacchi in un circolo. Ogni tanto faccio qualche partita col mio PC su cui ho installato il programma Fritz8 che regolarmente mi mortifica. Mi consolo battendo qualche volta i miei adorati nipotini.
Ho conservato uno splendido ricordo della Società Scacchistica Novarese di cui ho sempre ammirato lo stile e la signorilità. Mi piacerebbe avere notizie degli amici Gualandi, Guglielmi, Guida, Melosi e del Prof. Romolo Ravarini eccezionale solutore di problemi. Di tutti loro ho perso ogni traccia da molto tempo ma ne conservo intensa la loro memoria nel mio cuore.
”.

Da questa testimonianza, traspare chiaramente il ricordo di un circolo molto unito e pieno di valore umano, in cui si respira gioia ed entusiasmo. Grazie a questo ambiente, alcuni soci sono in procinto a preparare le basi di carriere davvero promettenti: tra essi spicca senz’altro il nome di Mario Melosi. Per meglio celebrare le imprese di Melosi e prima di narrarne le gesta agonistiche, riteniamo doveroso proporne il profilo personale. Quello che segue è l’articolo integrale, apparso sulla pubblicazione sociale “Gazzettino S.S.N.” nell’autunno del 1994, in cui l’ingegnere si narra ai soci:

Iniziai a giocare a scacchi grazie a mio padre, che mi insegnò le mosse quando ero un ragazzino: in breve tempo fui in grado di batterlo e così cominciai a frequentare il Circolo Ambrosiano di Milano (allora antagonista della Società Scacchistica Milanese), dove ottenni i primi positivi risultati e, con essi, la stima degli altri scacchisti. Non conoscevo nulla o quasi sulle aperture e, all’epoca, giocavo esclusivamente il sistema Colle della partita di Donna col Bianco, mentre col Nero il Dragone della Siciliana su 1.e4 e la Difesa Olandese su 1.d4.
Dopo la parentesi scolastica e universitaria in cui non avevo potuto dedicarmi al Nobil Giuoco, ripresi assiduamente a giocare e a studiare non appena trovai impiego come ingegnere chimico a Novara. Studiai allora l’edizione spagnola de “Il Mio Sistema” di Aaron Nimzowitsch (l’edizione italiana sarebbe uscita anni dopo), libro che ritengo di grandissimo valore e che consiglio caldamente a tutti coloro che intendono migliorarsi.
Nel 1967 partecipai al torneo Open internazionale di Savona e fu il mio primo banco di prova di alto livello: in quella occasione, da inclassificato, mi trovai di fronte a maestri di grosso calibro internazionale e mi presi il lusso di sconfiggere il maestro francese Fricker. Persi solo contro il forte maestro jugoslavo Osmanovic, che demolì il mio dragone ed ottenni così in un sol colpo la prima categoria nazionale giungendo terzo assoluto.
Partecipai ai quarti di finale al Castello Sforzesco di Milano nel giugno 1968, torneo a cui era presente anche il giovane emergente Recanatini, che sconfissi. Qualificato alla semifinale che si tenne a Gorizia, anche qui fui tra i primi e acquisii il diritto alla finale del campionato italiano. Un risultato così eclatante solo con tre tornei era già di per se una grande soddisfazione e realizzazione. La finale si tenne a San Benedetto del Tronto nel luglio 1969 (presenti Mariotti, Cosulich, Paoli, Capece ed altri): pattai con Capece e Rossi, vinsi contro Pipitone ed il maestro Romi.
Presidente della Società Scacchistica Novarese era allora il Dr. Guglielmi, attualmente Candidato Maestro; venni inserito in terza scacchiera nella formazione novarese che partecipò al Campionato Italiano a squadre che si tenne a Recoaro Terme e che ci vide trionfare grazie anche a una mia decisiva partita contro De Maria di Milano, che ritengo la più bella in assoluto di tutta la mia carriera scacchistica e la più emozionante (applaudita dalla platea) e che riporto qui in seguito.
Da allora mi accontentai di giocare solo presso il circolo novarese che frequento tuttora, dando filo da torcere a tutti anche se, con 65 primavere e cuore infartuato, più tre by-pass, sono molto appannato. Proprio di recente ho vinto la Coppa Sociale 1994.
Per concludere, vorrei dispensare alcuni consigli agli amici appassionati del gioco degli scacchi, di cui spero possano e sappiano fare buon uso. Per giocare a scacchi occorre:
- Studiare la materia e approfondirla con passione (tecnica, strategia e molto dopo la fantasia).
- Essere modesti, pre-requisito per accedere alla verità.
- Non lasciare prevalere la tensione: agonismo si, antagonismo no.
- Prepararsi per le partite in tutta calma con un rilassamento che libera la mente.
- Perseguire una disposizione dei propri pezzi con i maggiori gradi di libertà e di minori punti deboli.
- Sapersi adattare alle necessità oggettive delle posizioni sulla scacchiera.
- Studiare attentamente i propri errori per evitare il loro ripetersi.
- Lasciar prevalere il principio del sano divertimento si qualsiasi altro valore.
Dunque buon divertimento a tutti, con passione e verità ed anche bellezza delle Vostre creazioni artistiche vittoriose nel gioco degli scacchi che è palestra di vita perché ne simula le condizioni e situazioni della realtà.

Grazie al contributo dei soci di più lunga data, sappiamo dunque che nel 1967 il presidente della S.S.N. è il giovane Dr. Guglielmi e che il nostro Mario Melosi è già giocatore di grande talento. Tra tutti i soci, sono proprio loro due a risultare anche i più attivi del circolo e, nella seconda metà degli anni 60, partecipano a numerosi tornei, raccogliendo rimarchevoli soddisfazioni.
Nei quarti di finale del Campionato Italiano che si svolgono a S. Benedetto del Tronto nel luglio del '67, Guglielmi fallisce la qualificazione alle semifinali, giungendo 33mo su 38 e chiude a 3/9 il torneo vinto dal romano Saetta (7/9). Di Melosi è, invece, il terzo posto assoluto all'Open di Savona del 1967 (26 giocatori) in cui, da non classificato, ottiene la 1a categoria nazionale battendo fra gli altri il Maestro francese J. Fricker. Il torneo, che è sussidiario alla 28ma Finale ed alla 29ma Semifinale del Campionato Italiano, è vinto da Osmanovic (7,5/9) davanti a Fricker (7/9) e Melosi (6/9).
Nell'autunno dello stesso anno, il circolo organizza una simultanea su 15 scacchiere contro Osmanovic, alla quale partecipano anche i circoli di Ispra e Biella. Lo score finale del maestro internazionale jugoslavo è di 13 vittorie, 1 patta e 2 sconfitte: pareggia Guida e vincono le due punte di diamante novaresi Melosi e Roatta.
Sempre nell'autunno del 1967, a Desio (MI), Guglielmi, Melosi e Gualandi prendono parte al torneo nazionale di selezione per l'ammissione alla semifinale del Campionato Italiano. I partecipanti sono 30 e la percentuale richiesta per centrare l'obiettivo è posta al 67% (6/9). Dei tre novaresi, solo Guglielmi riesce nell'impresa, giungendo secondo con 7/9. Per Melosi (11° con 5/9) e Guida (29° con 2,5/9), l'appuntamento è rimandato.
Fra tanti tornei individuali e manifestazioni agonistiche a squadre, c'è tempo, però, anche per qualche numero statistico. Nel 1968 “L'Italia Scacchistica” pubblica l'elenco dei circoli italiani: Novara è presente con 27 soci e 5 manifestazioni organizzate con un totale di 70 giocatori (2 tornei sociali a cui hanno partecipato 19 giocatori e 3 tornei cittadini a cui ve ne hanno partecipato 51).
Tornando all'attività agonistica, nella primavera del 1968 Melosi da il via ai preparativi d'un altro anno davvero scoppiettante ed in compagnia di Gugliemi partecipa al Campionato di Milano, giungendo settimo con 6,5/13 (Guglielmi 5/13). Per Melosi, il Campionato di Milano non è che il preludio ad un'impresa che, ad oggi, rimane ancora unica nella storia del nostro circolo. Nel giugno seguente, infatti, presso la Sala della Balla del Castello Sforzesco di Milano, l'ingegnere partecipa ai quarti di finale del Campionato Italiano e centra l'obiettivo della qualificazione, giungendo quinto con 6/9. La partita che suggella l'ammissione alle semifinali, Melosi la vince proprio al nono turno, l'ultimo, contro un avversario che, a pari punti in classifica, deve anch'esso vincere a tutti i costi per qualificarsi. L'avversario è un certo Italo Recanatini di Schio (VI), un nome che, per ora, non ci dice ancora nulla...
Ottenuto il diritto di giocare le successive semifinali di Gorizia al pari di Gugliemi già qualificato, anche qui Mario Melosi si classifica tra i primi e, giungendo sorprendentemente terzo con 7/9 (Gugliemi 17° con 5,5), conquista l'inaspettata ammissione alla 30a Finale assoluta dei Campionati Italiani di San Benedetto del Tronto. L'impresa che Melosi compie nelle semifinali di Gorizia, viene sottolineata anche da “L’Italia Scacchistica”, nel numero di ottobre del '68.
Nel numero del febbraio del 1969, sono pubblicati i resoconti generali delle attività dell'anno precedente: Novara è presente con 38 soci e 3 manifestazioni a cui hanno partecipato 45 giocatori.
Intanto, nel mese di marzo del 69, le sorti del vicentino Italo Recanatini, che in quel periodo è ancora legato al circolo di Schio (VI), tornano ad avvicinarsi a Novara, città con la quale era già venuto in contatto l'anno precedente, giocando a Milano contro Melosi. Il grintoso scacchista di Schio, infatti, è a Gallarate (VA) per disputare il torneo semilampo "Coppa d'Argento - Comm. Franco Binaghi", nel quale arriva decimo su un lotto di 72 partecipanti.
Dapprima a Milano nel 68, poi a Gallarate nel 69: per Recanatini, questa sembra proprio essere un'inconsapevole marcia di avvicinamento a Novara... ma dovrà trascorrere ancora qualche anno...
Nella primavera del 1969, l'assalto alla finale assoluta del Campionato Italiano, viene tentato anche da Gugliemi, nell'ambito della 31ma Semifinale di La Spezia (25 aprile - 4 maggio), che si disputa in un torneo a 20 giocatori. L'undicesimo posto con 5/10, non è però sufficiente al conseguimento dell'obiettivo.
Nel luglio del 1969, a S. Benedetto del Tronto tutto è pronto per la 30ma finale e Melosi si trova in prestigiosa compagnia dei Maestri Internazionali Mariotti, Cosulich e Paoli, del Maestro Romi, di Rossi, Pipitone, Capece ed altri ancora. Qui sconfigge Romi e Pipitone, patta con Capece e Rossi e perde con Napolitano, Primavera, Magrin, Vittiglio, Giubbolini e Siveri.
L'ultima notizia legata agli anni 60 ci dice che il socio Roberto Masoero, ottiene la Seconda categoria nazionale giungendo secondo con 6/8 nel Girone B (8 giocatori per girone) dei tornei di terza classe, nell'ambito dei "Tornei di Imperia" del settembre del 1969.

 



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