Nella seconda metà degli anni 60 il circolo vive
un'attività di grande fermento e gli incontri amichevoli a
squadre sono manifestazioni usuali in questo periodo. Tra i
molti match a squadre che vengono disputati, una
particolare atmosfera vengono ad assumere le sfide con il
circolo di Ispra, una vera e propria multinazionale europea
in territorio italiano. Ad Ispra, infatti, si trova il
Centro di ricerche Euratom e tutti gli scacchisti che vi
lavorano costituiscono il nocciolo portante di questo
singolare club, composto da tedeschi, olandesi, francesi ed
altre nazionalità ancora, oltre che da italiani.
Grazie a tali iniziative, l'ambiente scacchistico novarese
vede sviluppare talenti davvero interessanti: Mario Melosi
e Marcello Roatta su tutti. Le prime scacchiere novaresi
sono davvero forti. Negli incontri a squadre, i nostri
migliori prevalgono di sovente contro i rispettivi
avversari e, se il computo finale degli incontri vede
Novara soccombere, non è quasi mai per causa loro.
La forza dei nostri migliori giocatori è, dunque, davvero
invidiabile e, grazie a loro, il circolo conquista in breve
tempo un alloro davvero inaspettato. Nel giugno del 1967
(31 maggio - 4 giugno), la squadra del Circolo Scacchistico
Novarese composta da Marcello Roatta, Nicolò Guglielmi,
Mario Melosi, Sergio Guida e Dante Gualandi, trionfa
nell'8° Campionato italiano a squadre di Serie C di Recoaro
Terme, sopravanzando per mezzo punto di spareggio tecnico
la squadra milanese. Qui, in compagnia del cremonese
Brambini, Roatta e Melosi registrano anche i migliori
risultati di scacchiera: 3/4 per entrambe. Guglielmi
termina con 2,5/4, mentre Guida con 1/3 e Gualandi con
0,5/1.
La partita decisiva per la conquista del titolo, Novara la
disputa proprio all’ultimo turno contro la squadra di
Milano, la diretta contendente del titolo. Con Milano
momentaneamente in vantaggio per 2-1, è l’incontro Melosi–De
Maria a decidere le sorti dell’intero campionato. Di quel
memorabile evento, l’ing. Melosi ricorda ancora oggi:“Rammento che in quella occasione giocai un Colle, e
produssi una delle mie partite d’attacco migliori di
sempre. Man mano che la posizione si faceva sempre più
calda, era sempre maggiore anche il numero di coloro che si
fermavano a seguire la partita. Ad un certo punto, erano
tutti quanti attorno a noi e si passavano persino la voce
per venire a vederci.
Dato l’andamento dell’incontro con Milano, la mia partita
contro De Maria, era diventata decisiva per la conquista
del titolo ed io dovevo assolutamente vincere: non avevo
altra scelta. Con la patta, i campioni sarebbero divenuti
loro.
Mamma mia, ragazzi: che partita che ho fatto! Alla fine,
quando il mio avversario abbandonò con il re in mezzo alla
scacchiera in pieno mediogioco, tutti quanti si misero ad
applaudire. Fu davvero una grande emozione!”.
Ed ecco, dunque, la partita che, alla luce dei fatti, può
sicuramente essere annoverata tre le più significative
della storia del nostro circolo:
Melosi,M - De Maria
8 Campionato Italiano a Squadre, Recoaro Terme, 1967
45 mosse in 2,30 ore e 18 mosse per ogni ora successiva
1.d4 e6 2.Cf3 Cf6 3.Cbd2 d5 4.e3 Ad6 5.Ad3 0–0 6.0–0 Cbd7
7.Te1 e5 8.e4 dxe4 9.Cxe4 Cxe4 10.Txe4 Cf6 11.Ag5 Af5
12.Axf6 gxf6 13.Ch4 Axe4 14.Axe4 f5 15.Cxf5 Dg5 16.h4 Df6
17.Dh5 Tfd8 18.g4 Rf8 19.Dxh7 Dg6 20.Dh8+ Dg8 21.Dh6+ Re8
22.Cg7+ Rd7 23.Af5+ Rc6 24.d5+ Rxd5 25.Dd2+ Rc6 26.Dc3+ Rb6
27.Db3+ Rc6 28.c4 b6 29.Df3+ Rc5 30.b4+ Rxb4 31.Db3+ Ra5
32.Db5 matto! Campioni d’Italia!
Grazie alla vittoria di Melosi su De Maria che chiude
l’incontro con la Milanese sul 2-2, le due squadre
terminano prime in classifica con 10 punti a testa, ma lo
scudetto è vinto da Novara grazie a mezzo punto di
spareggio tecnico (3,0 a 2,5).
Di questa esaltante esperienza tricolore, la prima
scacchiera novarese Marcello Roatta, ricontattato a cavallo
tra il Gennaio e il Febbraio del 2005, ricorda:
“L'esperienza del torneo di Recoaro del lontano 1967,
in cui giocavo alla prima scacchiera per i colori della
Società Scacchistica Novarese, doveva essere il trampolino
di lancio della mia carriera scacchistica in ambito
nazionale, così come il Grande Maestro jugoslavo Trifunovic,
che mi aveva tenuto come allievo a Belluno anni prima, mi
aveva pronosticato, ed invece ne fu in pratica la
conclusione, perché solo due anni dopo lasciai gli scacchi
agonistici per dedicarmi esclusivamente alla mia famiglia
ed al mio lavoro di dirigente industriale.”.
Oggi, Marcello Roatta vive a Legnano e gioca con
successo a Bridge, presso il circolo della propria città.
In merito alla difficile decisione dell’abbandono degli
scacchi, egli ci racconta:
”Fu una decisione molto sofferta, ma necessaria,
perché il gioco degli scacchi, ad un certo livello,
richiede un dispendio di energie fisiche e psichiche
incompatibile con una professione molto impegnativa. Da
allora non ho più giocato a scacchi in un circolo. Ogni
tanto faccio qualche partita col mio PC su cui ho
installato il programma Fritz8 che regolarmente mi
mortifica. Mi consolo battendo qualche volta i miei adorati
nipotini.
Ho conservato uno splendido ricordo della Società
Scacchistica Novarese di cui ho sempre ammirato lo stile e
la signorilità. Mi piacerebbe avere notizie degli amici
Gualandi, Guglielmi, Guida, Melosi e del Prof. Romolo
Ravarini eccezionale solutore di problemi. Di tutti loro ho
perso ogni traccia da molto tempo ma ne conservo intensa la
loro memoria nel mio cuore.”.
Da questa testimonianza, traspare chiaramente il ricordo
di un circolo molto unito e pieno di valore umano, in cui
si respira gioia ed entusiasmo. Grazie a questo ambiente,
alcuni soci sono in procinto a preparare le basi di
carriere davvero promettenti: tra essi spicca senz’altro il
nome di Mario Melosi. Per meglio celebrare le imprese di
Melosi e prima di narrarne le gesta agonistiche, riteniamo
doveroso proporne il profilo personale. Quello che segue è
l’articolo integrale, apparso sulla pubblicazione sociale
“Gazzettino S.S.N.” nell’autunno del 1994, in cui
l’ingegnere si narra ai soci:
“Iniziai a giocare a scacchi grazie a mio padre, che mi
insegnò le mosse quando ero un ragazzino: in breve tempo
fui in grado di batterlo e così cominciai a frequentare il
Circolo Ambrosiano di Milano (allora antagonista della
Società Scacchistica Milanese), dove ottenni i primi
positivi risultati e, con essi, la stima degli altri
scacchisti. Non conoscevo nulla o quasi sulle aperture e,
all’epoca, giocavo esclusivamente il sistema Colle della
partita di Donna col Bianco, mentre col Nero il Dragone
della Siciliana su 1.e4 e la Difesa Olandese su 1.d4.
Dopo la parentesi scolastica e universitaria in cui non
avevo potuto dedicarmi al Nobil Giuoco, ripresi
assiduamente a giocare e a studiare non appena trovai
impiego come ingegnere chimico a Novara. Studiai allora
l’edizione spagnola de “Il Mio Sistema” di Aaron
Nimzowitsch (l’edizione italiana sarebbe uscita anni dopo),
libro che ritengo di grandissimo valore e che consiglio
caldamente a tutti coloro che intendono migliorarsi.
Nel 1967 partecipai al torneo Open internazionale di Savona
e fu il mio primo banco di prova di alto livello: in quella
occasione, da inclassificato, mi trovai di fronte a maestri
di grosso calibro internazionale e mi presi il lusso di
sconfiggere il maestro francese Fricker. Persi solo contro
il forte maestro jugoslavo Osmanovic, che demolì il mio
dragone ed ottenni così in un sol colpo la prima categoria
nazionale giungendo terzo assoluto.
Partecipai ai quarti di finale al Castello Sforzesco di
Milano nel giugno 1968, torneo a cui era presente anche il
giovane emergente Recanatini, che sconfissi. Qualificato
alla semifinale che si tenne a Gorizia, anche qui fui tra i
primi e acquisii il diritto alla finale del campionato
italiano. Un risultato così eclatante solo con tre tornei
era già di per se una grande soddisfazione e realizzazione.
La finale si tenne a San Benedetto del Tronto nel luglio
1969 (presenti Mariotti, Cosulich, Paoli, Capece ed altri):
pattai con Capece e Rossi, vinsi contro Pipitone ed il
maestro Romi.
Presidente della Società Scacchistica Novarese era allora
il Dr. Guglielmi, attualmente Candidato Maestro; venni
inserito in terza scacchiera nella formazione novarese che
partecipò al Campionato Italiano a squadre che si tenne a
Recoaro Terme e che ci vide trionfare grazie anche a una
mia decisiva partita contro De Maria di Milano, che ritengo
la più bella in assoluto di tutta la mia carriera
scacchistica e la più emozionante (applaudita dalla platea)
e che riporto qui in seguito.
Da allora mi accontentai di giocare solo presso il circolo
novarese che frequento tuttora, dando filo da torcere a
tutti anche se, con 65 primavere e cuore infartuato, più
tre by-pass, sono molto appannato. Proprio di recente ho
vinto la Coppa Sociale 1994.
Per concludere, vorrei dispensare alcuni consigli agli
amici appassionati del gioco degli scacchi, di cui spero
possano e sappiano fare buon uso. Per giocare a scacchi
occorre:
- Studiare la materia e approfondirla con passione
(tecnica, strategia e molto dopo la fantasia).
- Essere modesti, pre-requisito per accedere alla verità.
- Non lasciare prevalere la tensione: agonismo si,
antagonismo no.
- Prepararsi per le partite in tutta calma con un
rilassamento che libera la mente.
- Perseguire una disposizione dei propri pezzi con i
maggiori gradi di libertà e di minori punti deboli.
- Sapersi adattare alle necessità oggettive delle posizioni
sulla scacchiera.
- Studiare attentamente i propri errori per evitare il loro
ripetersi.
- Lasciar prevalere il principio del sano divertimento si
qualsiasi altro valore.
Dunque buon divertimento a tutti, con passione e verità ed
anche bellezza delle Vostre creazioni artistiche vittoriose
nel gioco degli scacchi che è palestra di vita perché ne
simula le condizioni e situazioni della realtà.”
Grazie al contributo dei soci di più lunga data,
sappiamo dunque che nel 1967 il presidente della S.S.N. è
il giovane Dr. Guglielmi e che il nostro Mario Melosi è
già giocatore di grande talento. Tra tutti i soci, sono
proprio loro due a risultare anche i più attivi del
circolo e, nella seconda metà degli anni 60, partecipano
a numerosi tornei, raccogliendo rimarchevoli
soddisfazioni.
Nei quarti di finale del Campionato Italiano che si
svolgono a S. Benedetto del Tronto nel luglio del '67,
Guglielmi fallisce la qualificazione alle semifinali,
giungendo 33mo su 38 e chiude a 3/9 il torneo vinto dal
romano Saetta (7/9). Di Melosi è, invece, il terzo posto
assoluto all'Open di Savona del 1967 (26 giocatori) in
cui, da non classificato, ottiene la 1a categoria
nazionale battendo fra gli altri il Maestro francese J.
Fricker. Il torneo, che è sussidiario alla 28ma Finale ed
alla 29ma Semifinale del Campionato Italiano, è vinto da
Osmanovic (7,5/9) davanti a Fricker (7/9) e Melosi (6/9).
Nell'autunno dello stesso anno, il circolo organizza una
simultanea su 15 scacchiere contro Osmanovic, alla quale
partecipano anche i circoli di Ispra e Biella. Lo score
finale del maestro internazionale jugoslavo è di 13
vittorie, 1 patta e 2 sconfitte: pareggia Guida e vincono
le due punte di diamante novaresi Melosi e Roatta.
Sempre nell'autunno del 1967, a Desio (MI), Guglielmi,
Melosi e Gualandi prendono parte al torneo nazionale di
selezione per l'ammissione alla semifinale del Campionato
Italiano. I partecipanti sono 30 e la percentuale
richiesta per centrare l'obiettivo è posta al 67% (6/9).
Dei tre novaresi, solo Guglielmi riesce nell'impresa,
giungendo secondo con 7/9. Per Melosi (11° con 5/9) e
Guida (29° con 2,5/9), l'appuntamento è rimandato.
Fra tanti tornei individuali e manifestazioni agonistiche
a squadre, c'è tempo, però, anche per qualche numero
statistico. Nel 1968 “L'Italia Scacchistica” pubblica
l'elenco dei circoli italiani: Novara è presente con 27
soci e 5 manifestazioni organizzate con un totale di 70
giocatori (2 tornei sociali a cui hanno partecipato 19
giocatori e 3 tornei cittadini a cui ve ne hanno
partecipato 51).
Tornando all'attività agonistica, nella primavera del
1968 Melosi da il via ai preparativi d'un altro anno
davvero scoppiettante ed in compagnia di Gugliemi
partecipa al Campionato di Milano, giungendo settimo con
6,5/13 (Guglielmi 5/13). Per Melosi, il Campionato di
Milano non è che il preludio ad un'impresa che, ad oggi,
rimane ancora unica nella storia del nostro circolo. Nel
giugno seguente, infatti, presso la Sala della Balla del
Castello Sforzesco di Milano, l'ingegnere partecipa ai
quarti di finale del Campionato Italiano e centra
l'obiettivo della qualificazione, giungendo quinto con
6/9. La partita che suggella l'ammissione alle
semifinali, Melosi la vince proprio al nono turno,
l'ultimo, contro un avversario che, a pari punti in
classifica, deve anch'esso vincere a tutti i costi per
qualificarsi. L'avversario è un certo Italo Recanatini di
Schio (VI), un nome che, per ora, non ci dice ancora
nulla...
Ottenuto il diritto di giocare le successive semifinali
di Gorizia al pari di Gugliemi già qualificato, anche qui
Mario Melosi si classifica tra i primi e, giungendo
sorprendentemente terzo con 7/9 (Gugliemi 17° con 5,5),
conquista l'inaspettata ammissione alla 30a Finale
assoluta dei Campionati Italiani di San Benedetto del
Tronto. L'impresa che Melosi compie nelle semifinali di
Gorizia, viene sottolineata anche da “L’Italia
Scacchistica”, nel numero di ottobre del '68.
Nel numero del febbraio del 1969, sono pubblicati i
resoconti generali delle attività dell'anno precedente:
Novara è presente con 38 soci e 3 manifestazioni a cui
hanno partecipato 45 giocatori.
Intanto, nel mese di marzo del 69, le sorti del vicentino
Italo Recanatini, che in quel periodo è ancora legato al
circolo di Schio (VI), tornano ad avvicinarsi a Novara,
città con la quale era già venuto in contatto l'anno
precedente, giocando a Milano contro Melosi. Il grintoso
scacchista di Schio, infatti, è a Gallarate (VA) per
disputare il torneo semilampo "Coppa d'Argento - Comm.
Franco Binaghi", nel quale arriva decimo su un lotto di
72 partecipanti.
Dapprima a Milano nel 68, poi a Gallarate nel 69: per
Recanatini, questa sembra proprio essere un'inconsapevole
marcia di avvicinamento a Novara... ma dovrà trascorrere
ancora qualche anno...
Nella primavera del 1969, l'assalto alla finale assoluta
del Campionato Italiano, viene tentato anche da Gugliemi,
nell'ambito della 31ma Semifinale di La Spezia (25 aprile
- 4 maggio), che si disputa in un torneo a 20 giocatori.
L'undicesimo posto con 5/10, non è però sufficiente al
conseguimento dell'obiettivo.
Nel luglio del 1969, a S. Benedetto del Tronto tutto è
pronto per la 30ma finale e Melosi si trova in
prestigiosa compagnia dei Maestri Internazionali Mariotti,
Cosulich e Paoli, del Maestro Romi, di Rossi, Pipitone,
Capece ed altri ancora. Qui sconfigge Romi e Pipitone,
patta con Capece e Rossi e perde con Napolitano,
Primavera, Magrin, Vittiglio, Giubbolini e Siveri.
L'ultima notizia legata agli anni 60 ci dice che il socio
Roberto Masoero, ottiene la Seconda categoria nazionale
giungendo secondo con 6/8 nel Girone B (8 giocatori per
girone) dei tornei di terza classe, nell'ambito dei
"Tornei di Imperia" del settembre del 1969.
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