Dai primi documenti scritti del 1978, un salto di due anni
ci fa balzare all'assemblea ordinaria del 12 gennaio 1980,
data in cui viene eletto il nuovo consiglio direttivo. Qui
si legge:"Essendo la società temporaneamente in sede provvisoria,
inadeguata alle esigenze, l'Assemblea decide che il C.D. si
riunisca inderogabilmente entro l'1 febbraio 1980 per
vagliare la situazione logistica esistente a tale data,
prendere le decisioni necessarie e stilare un calendario di
attività provvisorio, legato alle contingenti necessità.".
Il 10 aprile 1980 è la data della più vecchia lista scritta
di soci in nostro possesso. La sede è sempre quella
temporanea del Bar Azzurro di Via Argenti, in Largo
Leonardi e gli iscritti sono 20.
All'appello manca Giuseppe Panigoni che ha temporaneamente
abbandonato la società per seguire la crescita dei propri
figli ancora piccoli.
Nel 1980 la S.S.N. partecipa alla seconda edizione del
Trofeo Prealpino, una manifestazione a squadre su sei
scacchiere, con girone all’italiana di andata e ritorno. In
compagnia di Novara, aderiscono alla manifestazione
l’Esperia di Como, il Circolo Canal di Gavirate, la F. Tosi
di Legnano, L’Est Ticino di Vanzaghello ed il circolo di
Busto Arsizio, che schiera tra le proprie fila la
giovanissima prima categoria sociale Fabio Bellini, futuro
maestro internazionale italiano di spicco. Le sei squadre
si danno battaglia lungo dieci sabati opportunamente
distribuiti tra febbraio e novembre, i cui raggruppamenti
sono ospitati, a turno, da ognuno dei circoli partecipanti.
Per Novara, l’esito della manifestazione è disastroso. La
S.S.N. termina ultima con 4 punti, in compagnia di Busto
Arsizio, ritiratosi, però, dalla contesa con quattro turni
d’anticipo. Eccezion fatta per la vittoria a forfait
ottenuta contro Busto, la S.S.N. vince sul campo solo
contro Vanzaghello nella seconda giornata del girone di
ritorno, ospitata proprio dai nostri avversari.
Le frammentarie notizie proseguono con il 1981, l'anno
dell'inserimento del punteggio Elo Sociale. Tutti i soci
partono appaiati in classifica con 400 punti e la prima
manifestazione che comporta la variazione Elo è il Torneo
Tematico vinto da Enrico Borroni, all'epoca 3a Cat.
Nazionale.
Il documento che riporta la prima variazione Elo, cita
anche:
"Tutti i giocatori iscritti alla Società Scacchistica
Novarese che non hanno partecipato al 1° Torneo Open
Tematico 1981, restano con un punteggio ELO base di 400, e
verranno inseriti nella classifica solo dopo la loro
partecipazione ad un torneo o ad un match organizzato dal
circolo.".
Nel 1982 avviene un nuovo cambio di sede e la S.S.N. si
sposta presso il Circolo Lavoratori di Via XXIII Marzo n.25.
Cambia anche il presidente ed al posto di Enzo Campo viene
eletto Santo Catalfamo. I soci sono 28.
Dopo due anni d'assenza, il 1983 vede il ritorno in pianta
stabile di Giuseppe Panigoni che porta con se il
concittadino Giuseppe Juresich. Sempre in quell'anno giunge
anche Mauro Borraccino che, dopo Roma e Borgomanero, si
trasferisce a Novara con la famiglia. Sempre nel 1983
Enrico Borroni vince il suo primo Campionato Sociale e
Recanatini si impone nei campionati a cadenza rapida. Per
Borroni, la conquista del titolo sociale è la conferma di
un’ascesa che, in breve tempo, lo condurrà a diventare il
massimo esponente novarese del ventennio a venire.
Nel secondo Campionato Mondiale di Composizione
(1980-1983), Piero Angelini conquista il settimo posto
assoluto dietro lo squadrone sovietico e il suo studio ha
l’onore di essere pubblicato sulle principali riviste russe
del settore.
Nell'anno seguente fa il suo reingresso in sede Paolo
Pulghè, mentre Sandro Mossetti e Sergio Prolo vanno a
completare il gruppo proveniente da Fara Novarese. Questo è
anche l'ultimo anno di Romolo Ravarini come socio. Il
grande vecchio abbandonerà l'attività.
La fine del 1984, porta un nuovo presidente e una nuova
sede. Mario Caliò rileva il bastone del comando da Santo
Catalfamo, che andrà ad abitare a Torino per motivi di
lavoro e, il 21 dicembre 1984, la S.S.N. trasloca in Via
Monte San Gabriele 15, presso il Circolo ARCI "Della
Fratellanza". Il 21 dicembre, però, è anche la data di una
serie di accordi intercorsi con il Circolo Ricreativo ENEL
che, tenuto conto delle numerose richieste pervenute dai
propri dipendenti, in data 27 dicembre 1984 destina una
sala delle proprie strutture al Circolo Scacchistico
Novarese. Ed è così che l'11 gennaio 1985 la S.S.N. cambia
nuovamente sede.
Durante il quinquennio che va dall85 all’89, la S.S.N. dà
il benvenuto a nuove giovani leve destinate a prendere il
posto dei vecchi soci che, dopo lunga militanza, si
congedano dall’associazione: tra questi, l’ex-presidente
Enzo Campo. Nel gennaio del 1985 fa il suo ingresso al
circolo il novarese Maurizio Martelli che, dimostrando da
subito d'avere promettenti qualità, convince Italo
Recanatini a seguirne personalmente i primi passi. Il 1985
è anche l’anno in cui Enrico Borroni conquista il titolo di
Candidato Maestro al torneo di Prima Categoria di Busto
Arsizio, diventando così il primo giocatore nella storia
del circolo novarese che giunge a fregiarsi del titolo
magistrale.
L’anno seguente è l'anno del primo Torneo Internazionale
Semilampo città di Novara, organizzato dalla S.S.N. su
proposta di Mario Caliò che, per i successivi 10 anni,
porterà brillantemente avanti la manifestazione quasi come
fosse una sua creatura. La prima edizione del torneo si
disputa domenica 13 aprile 1986 presso la sede del circolo
ed è subito un successo: 140 giocatori, con tavoli di gioco
distribuiti sui due piani della palazzina. Il torneo è
vinto dal Maestro Internazionale yugoslavo Slobodan
Kovacevic con 8/9, davanti al connazionale Damir Kljako e
al milanese Judicello. Il nostro Piero Angelini vince la
classifica delle seconde categorie nazionali.
Ripresa l’attività sociale, in autunno fa il suo ingresso
al circolo il galliatese Stefano Ticozzi. Di lì a poco
arriva anche Costanzo Zingrillo, ed in seguito il socio
Augusto Verzetti conduce in sede Dario Greggio. Quest'ultimo
abbandonerà la S.S.N. pochi anni più tardi per causa
d’impegni di lavoro, mentre Zingrillo, un ragazzo pieno
d'energia, d'entusiasmo e tatticamente molto dotato,
diventa in breve tempo una delle punte di diamante del
circolo. In questa prima fase di crescita, il sacrificio
gratuito dei pezzi è per Zingrillo una cosa d'obbligo e,
questo fatto, lo colloca in breve tempo tra i giocatori
maggiormente aggressivi del circolo.
Nel piccolo gruppo di soci ultra-tattici di questo periodo,
un posto singolare è senz’altro ricoperto dal sardo Antonio
Mureddu, temibilissimo giocatore lampo, di cui tutti si
ricordano sicuramente. Per Antonio, l’elemento combinativo
rappresenta indiscutibilmente la principale, se non unica,
essenza del gioco e l’inarrestabile ricerca del sacrificio
inteso quale unico elemento risolutore, è fonte d’una
grande tensione che nei momenti culminanti del calcolo,
viene scaricata per mezzo di una curiosa mimica: la mano si
apre di scatto col palmo rivolto verso il basso e le dita
rigidamente tese verso l’esterno, quasi a voler indicare
l’elevata drammaticità del momento.
Indossando gli immancabili occhiali da sole, masticando
freneticamente chewing-gum, con la sigaretta perennemente
accesa fra le dita ed uno sguardo fisso ed impenetrabile
rivolto verso la scacchiera, Mureddu ha un solo ed unico
scopo: scardinare l’arrocco avversario e dare scaccomatto.
E il più delle volte ci riesce alla grande.
Queste caratteristiche di giocatore immancabilmente
tattico, eccezionalmente rapido ma privo di pazienza sulla
scacchiera, tradiscono in Mureddu uno stile di gioco
chiaramente incompatibile con le partite a cadenza da
torneo. Famosa, in merito, è la sua conduzione di una
partita giocata contro Luigi Grassia, nella quale, dopo
molteplici sacrifici effettuati con la consueta rapidità,
raggiunta la quarantesima mossa e data una rapida occhiata
all’orologio, Mureddu abbandona, visibilmente contrariato
con il povero Luigi, reo, secondo lui, di non averlo mai
assecondato nella vorticosa girandola tattica, ma di
essersi limitato a conservare il grande vantaggio
materiale. Insomma: per Mureddu, o partite lampo o niente!
Anche i semilampo a 15 minuti, per lui, hanno un tempo
troppo lungo!
Il 17 maggio 1987 è la data della seconda edizione del
Torneo Semilampo, che cambia sede e si sposta presso il
Centro Sociale di Viale Giulio Cesare. I partecipanti sono
118 ed il vincitore del torneo, cui partecipano pure i MI
Ljubisavlievic, Vujovic e Mantovani, è lo slavo Milan Mrdja.
Piero Angelini vince nuovamente il primo premio delle
seconde categorie nazionali.
L’anno successivo, l’88, è l’edizione del record di
partecipazioni: quella domenica del 17 aprile, a giocare
sono ben in 152 e Ljubisavlievic vince davanti a Vujovic,
Mrdja e allo svizzero Plessez. Migliore dei novaresi, Italo
Recanatini, che giunge settimo delle prime categorie
nazionali.
Per vedere vincere un italiano, occorre aspettare la quarta
edizione del torneo, quando, cioè, il maestro
internazionale varesino Renzo Mantovani sbaraglia la
concorrenza e si aggiudica il primo premio.
L’open semilampo è di per sé un grande catalizzatore, ed è
capace di conferire al circolo entusiasmo e voglia di
proporsi sul territorio. Probabilmente, è grazie anche a
questo torneo se l'afflusso delle giovani leve, non si è
ancora concluso. In questo breve arco di tempo giungono
Marco Stefanetti, Federico Raguà, Roberto Fusco ed il
giovanissimo Marco Brugo. Questa iniezione di giovani tanto
promettenti, dà al circolo nuova linfa e, come una ventata
di primavera, fuga ogni possibile timore di un ristagno
generazionale.
Ai nuovi arrivi, però, s’alternano le partenze: Luigi
Grassia, giornalista di una testa cittadina e sino a quel
momento punto di riferimento per la pubblicazione di
articoli scacchistici sui giornali novaresi, si trasferisce
a Torino presso la redazione de “La Stampa”. Traslocando da
Novara, poi, anche Mureddu abbandona il circolo ed infine,
tra l’89 e il 90, pure Mauro Rizzi lascia, ma per causa
degli scarsi progressi registrati sino a quel momento.
Nel 1989, da Robbio Lomellina giungono Sergio Ferrara e
Sergio Pavia, mentre, da Asti, Alfonso Curzio che si
trasferisce a Novara per motivi di lavoro.
Le previsioni formulate sulle giovani speranze si rivelano
ben presto azzeccate e, sullo slancio della Seconda
Categoria Nazionale ottenuta da Prolo nell'autunno del 1988
ad Asti, nel biennio 1989/1990 iniziano ad arrivare i primi
titoli F.S.I.: ad Omegna, nel novembre del 1989, anche
Martelli e Ticozzi ottengono la Seconda Categoria
Nazionale.
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