LA STORIA DELLA S.S.N.
 



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Capitolo 8
1999-2004
IL NUOVO MILLENNIO

Appendice 1 >


Nel 1999, dopo nove anni trascorsi senza nessun trasloco, un altro cambio di sede vede all’opera la S.S.N. Questa volta, però, lo spostamento è solo dettato da problemi economici: il costante lievitare della quota associativa, causato dall'aumento delle spese di gestione, obbliga a cambiare sede di nuovo. In brevissimo tempo, grazie alla solerzia di Recanatini, nel febbraio del 1999 la S.S.N. trova una nuova sistemazione e la sede si trasferisce in Corso Risorgimento n.100, presso il Circolo Giulietti.
Nella nuova sede viene eletto anche il nuovo presidente. Dopo le dimissioni di Martelli e un breve interregno di Caliò, è il turno del farese Giuseppe Panigoni, il cui incarico è il giusto coronamento dopo una lunga militanza in prima linea nei ranghi della società.
La S.S.N. giunge così alle porte del nuovo millennio, forte dei vecchi soci e rinvigorita da qualche nuovo arrivo, tra i quali, ve n’è uno su tutti: nell'estate 2000, il forte Candidato Maestro di Bologna Michele De Lillo che per ragioni di lavoro si è trasferito a Novara.
Grazie all’avvento di De Lillo e alle sue coinvolgenti doti di grande comunicatore, il circolo riceve una scossa davvero salutare e, gradualmente, si riprende da quella abulia che, al pari d’una epidemia ormai radicata, aveva progressivamente spinto i soci alla sola attività di circolo, allontanandoli da quella nazionale, sia dal punto di vista agonistico che organizzativo.
Nonostante una certa flessione nel numero degli iscritti rispetto agli anni trascorsi presso il circolo del Bridge, di lì a poco tempo, l’entusiasmo portato da De Lillo produce effetti quasi miracolosi e un buon numero di soci riprende a partecipare ai tornei nazionali, conquistando categorie e titoli in successione. Per citarne alcuni: Stefanetti e Ticozzi ottengono il titolo di Candidato Maestro, mentre Panigoni e Brugo conquistano con ampio merito la Prima Categoria nazionale. Di lì a breve, Stefanetti, Ticozzi e Borroni, ottengono anche l’Elo F.I.D.E.
Sotto l’influsso di questo slancio ritrovato, il circolo torna nuovamente a proporsi anche in tema di organizzazione di manifestazioni. I tornei del recente passato tornano a prendere vita, grazie anche all’incessante contributo di Recanatini, che trova nel Quartiere Nord un serio ed affidabile gruppo di persone disponibili a dare supporto logistico.
L’usuale mese di maggio torna ad essere il mese del vecchio torneo semilampo, mentre giugno fissa l’appuntamento con la nuova manifestazione del semilampo di Suno. Nel tardo periodo autunnale, infine, trova la sua collocazione il torneo week-end FSI.
Con il gran numero di tornei rapidi presenti in vasta scala su tutto il territorio nazionale, è inimmaginabile sperare di rinverdire i fasti delle vecchie e gloriose edizioni dei semilampo dei primi anni novanta, ma l’inserimento dei due tornei di Novara e Suno all’interno del circuito del Campionato Piemontese, è tale da garantire, di fatto, una base di partecipanti ben più che rassicurante.
Nel frattempo, nel tardo autunno del 2000, dopo una militanza durata quasi quaranta anni, l’ingegner Mario Melosi abbandona il circolo per ragioni d'età e va ad abitare presso propri cari, trasferendosi in quel di Pavia. Grazie alle memorabili imprese compiute a cavallo della seconda metà degli anni sessanta, l’ingegner Melosi entra di diritto a far parte dello stretto novero di soci che, per la Scacchistica Novarese, hanno scritto pagine gloriose ed indelebili.
E se, un po' per tutto il mondo, il 2000 rappresenta l'anno della rinascita, alla SNN un paio di fiocchi sono già stati esposti: Maurizio Martelli è diventato papà e, al circolo, è sbucato in punta di piedi un ragazzino di appena 9 anni che gioca stando ancora in ginocchio sulla sedia, con tanta, tantissima voglia di imparare. Del piccolo Marco Angelini, omonimo ma non parente del grande Piero, ne sentiremo parlare molto presto.

Epilogo
Con il saluto e il ringraziamento formulato all’ingegner Melosi ed il benvenuto dato al giovane Marco Angelini, abbiamo voluto raffigurare un ideale passaggio di consegne tra due generazioni così distanti e diverse tra di loro, ma accomunate dalla stessa identica passione. Due generazioni che hanno avuto, ed avranno, il compito di mantenere viva un’eredità scacchistica che dura da più di settanta anni.

 



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