Nel 1999, dopo nove anni trascorsi senza nessun trasloco,
un altro cambio di sede vede all’opera la S.S.N. Questa
volta, però, lo spostamento è solo dettato da problemi
economici: il costante lievitare della quota associativa,
causato dall'aumento delle spese di gestione, obbliga a
cambiare sede di nuovo. In brevissimo tempo, grazie alla
solerzia di Recanatini, nel febbraio del 1999 la S.S.N.
trova una nuova sistemazione e la sede si trasferisce in
Corso Risorgimento n.100, presso il Circolo Giulietti.
Nella nuova sede viene eletto anche il nuovo presidente.
Dopo le dimissioni di Martelli e un breve interregno di
Caliò, è il turno del farese Giuseppe Panigoni, il cui
incarico è il giusto coronamento dopo una lunga militanza
in prima linea nei ranghi della società.
La S.S.N. giunge così alle porte del nuovo millennio, forte
dei vecchi soci e rinvigorita da qualche nuovo arrivo, tra
i quali, ve n’è uno su tutti: nell'estate 2000, il forte
Candidato Maestro di Bologna Michele De Lillo che per
ragioni di lavoro si è trasferito a Novara.
Grazie all’avvento di De Lillo e alle sue coinvolgenti
doti di grande comunicatore, il circolo riceve una scossa
davvero salutare e, gradualmente, si riprende da quella abulia
che, al pari d’una epidemia ormai radicata, aveva
progressivamente spinto i soci alla sola attività di
circolo, allontanandoli da quella nazionale, sia dal punto
di vista agonistico che organizzativo.
Nonostante una certa flessione nel numero degli iscritti
rispetto agli anni trascorsi presso il circolo del Bridge,
di lì a poco tempo, l’entusiasmo portato da De Lillo
produce effetti quasi miracolosi e un buon numero di soci
riprende a partecipare ai tornei nazionali, conquistando
categorie e titoli in successione. Per citarne alcuni:
Stefanetti e Ticozzi ottengono il titolo di Candidato
Maestro, mentre Panigoni e Brugo conquistano con ampio
merito la Prima Categoria nazionale. Di lì a breve,
Stefanetti, Ticozzi e Borroni, ottengono anche l’Elo
F.I.D.E.
Sotto l’influsso di questo slancio ritrovato, il circolo
torna nuovamente a proporsi anche in tema di organizzazione
di manifestazioni.
I tornei del recente passato tornano a prendere vita,
grazie anche all’incessante contributo di Recanatini, che
trova nel Quartiere Nord un serio ed affidabile gruppo di
persone disponibili a dare supporto logistico.
L’usuale mese di maggio torna ad essere il mese del vecchio
torneo semilampo, mentre giugno fissa l’appuntamento con la
nuova manifestazione del semilampo di Suno. Nel tardo
periodo autunnale, infine, trova la sua collocazione il
torneo week-end FSI.
Con il gran numero di tornei rapidi presenti in vasta scala
su tutto il territorio nazionale, è inimmaginabile sperare
di rinverdire i fasti delle vecchie e gloriose edizioni dei
semilampo dei primi anni novanta, ma l’inserimento dei due
tornei di Novara e Suno all’interno del circuito del
Campionato Piemontese, è tale da garantire, di fatto, una
base di partecipanti ben più che rassicurante.
Nel frattempo, nel tardo autunno del 2000, dopo una
militanza durata quasi quaranta anni, l’ingegner Mario
Melosi abbandona il circolo per ragioni d'età e va ad
abitare presso propri cari, trasferendosi in quel di Pavia.
Grazie alle memorabili imprese compiute a cavallo della
seconda metà degli anni sessanta, l’ingegner Melosi entra
di diritto a far parte dello stretto novero di soci che,
per la Scacchistica Novarese, hanno scritto pagine gloriose
ed indelebili.
E se, un po' per tutto il mondo, il 2000 rappresenta l'anno
della rinascita, alla SNN un paio di fiocchi sono già stati
esposti: Maurizio Martelli è diventato papà e, al circolo,
è sbucato in punta di piedi un ragazzino di appena 9 anni
che gioca stando ancora in ginocchio sulla sedia, con
tanta, tantissima voglia di imparare. Del piccolo Marco
Angelini, omonimo ma non parente del grande Piero, ne
sentiremo parlare molto presto.
Epilogo
Con il saluto e il ringraziamento formulato all’ingegner
Melosi ed il benvenuto dato al giovane Marco Angelini,
abbiamo voluto raffigurare un ideale passaggio di consegne
tra due generazioni così distanti e diverse tra di loro, ma
accomunate dalla stessa identica passione. Due generazioni
che hanno avuto, ed avranno, il compito di mantenere viva
un’eredità scacchistica che dura da più di settanta anni.
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